In india è avvenuto lo straordinario ritrovamento del fossile di una specie di scimmia sconosciuta. Si tratterebbe del fossile di un antenato del gibbone, vissuto 13 milioni di anni fa ritrovato nel 2015 e che ora gli studi confermano si tratti di una specie sconosciuta di gibbone. Questa scoperta dunque, riempie alcune pagine della storia dei primati sulla Terra e fornisce nuove prove sul momento in cui i gibboni migrarono dall’Africa all’Asia.

 

La casuale scoperta del molare fossile

La scoperta è avvenuta grazie al lavoro di Christopher C. Gilbert, dell’Hunter College, ed è stata pubblicata nell’articolo Proceedings della Royal Society. Si tratta esattamente del molare inferiore completo di una specie di scimmia precedentemente sconosciuta a cui è stato dato il nome di Kapi ramnagarensis, in onore del sito dove è stata scoperta, il famoso sito fossile di Ramnagar.

La scoperta di Gilbert e del suo team è avvenuta quasi per caso. Mentre il gruppo era intento a scalare una piccola collina, dove l’anno precedente era stato trovato il resto fossile di una scimmia, hanno deciso di fermarsi per fare una breve pausa. Proprio durante questo momento di ristoro, Gilbert ha notato qualcosa in un mucchio di terra, un piccolo oggetto luccicante. Estraendolo dalla terra ed osservandolo meglio, Gilbert si è reso conto di aver trovato qualcosa di speciale: il dente fossile di un’antica scimmia.

 

La scimmia a cui appartiene sembrerebbe essere un gibbone sconosciuto

Gilbert si è dichiarato assolutamente soddisfatto di questa scoperta poiché “non sembrava il dente di nessuno dei primati precedentemente trovati nella zona. Dalla forma e dalle dimensioni del molare, la nostra ipotesi iniziale era che potesse provenire da un antenato del gibbone, e questo è davvero troppo bello per essere vero, dato che la documentazione fossile delle scimmie minori è praticamente inesistente. Ci sono altre specie di primati conosciute durante quel periodo, e nessun fossile di gibbone è stato precedentemente trovato nel sito di Ramnagar”.

Appena ritrovato il dente nel 2015 dunque fu subito ipotizzato che potesse appartenere ad un gibbone, ma sono serviti anni di analisi, osservazioni e studi per determinare con certezza la specie di appartenenza della scimmia e scoprire che si trattava di una specie mai conosciuta prima d’ora.

Il dente fossile è stato analizzato tramite scansioni TC ed esami comparativi con altri denti di scimmia appartenenti a specie sia viventi che estinte, cercando di individuare tutte le differenze e le somiglianze con un gruppo di primati piuttosto che con un altro.

Alejandra Ortiz, membro del team di ricerca ha affermato che il dente di 13 milioni di anni è dunque molto affine alle specie di gibboni. Si tratta dunque di una scoperta straordinaria, anche se il fatto di avere solo un dente di questa nuova specie di scimmia, impone comunque un po’ di cautela.

Resta comunque il fatto che si tratta del ritrovamento più antico esistente di un gibbone e potrebbe dunque essere un importante tassello per costruire le prime fasi della storia evolutiva di questo gruppo di primati. Il dente fossile di 13 milioni di anni, sposta indietro nel tempo la storia dei gibboni sulla Terra, di almeno 5 milioni di anni.

Inoltre questo fossile è contemporaneo ai fossili già noti di grandi scimmie come oranghi e altre scimmie minori africane. Questo fornisce la prova che le migrazioni di questi grandi primati dall’Africa all’Asia è avvenuta nello stesso periodo e seguendo le stesse vie.