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Diversi mesi erano stati scoperti centinaia di elefanti morti in Botwsana, oltre 300, nella zona del delta dell’Okavango. Subito è risultato un mistero perché nessun esemplare mostrava i segni tipici di un uccisione per motivi di bracconaggio. Campioni di tessuto sono stati spediti in diversi laboratori sparsi per il mondo nel tentativo di scoprire la causa di tale moria. A distanza di tutto questo tempo, è finalmente arrivata una risposta.

Le parole dell’ufficiale veterinario del Dipartimento della fauna e dei parchi nazionali del paese africano, Mmadi Reuben: “Le morti sono state causate da avvelenamenti dovuti a cianobatteri che crescevano nelle pozze d’acqua. Le morti sono iniziate ad avvenire verso la fine di giugno 2020, in coincidenza con l’asciugatura di quest’ultime.”

I primi morti erano stati trovati il 25 aprile vicino a un villaggio e poi i ritrovamenti sono diventati sempre di più finché non è stato raggiunto un totale di 330 esemplari. Gli esami del sangue effettuati hanno mostrato chiaramente che la colpa è stata di tali batteri che sono in grado di produrre delle neurotossine letali.

 

Elefanti morti: una strage risolta, o forse no

La scoperta è stata confermata dai diversi laboratori a cui erano stati inviati i campioni ovvero Sud Africa, Canada e Stati Uniti. Ovviamente questo è stato solo il primo passo e adesso il governo sta studiando per cercare il motivo dietro alla presenza di tutti questi batteri nelle pozze d’acqua. Detto questo, in inverno gli elefanti sono più al sicuro da questo tipo di morte visto per idratarsi mangiare le radici o la corteccia degli alberi.