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Il SARS-CoV-2 è un virus nuovo e per questo le conoscenze che abbiamo in merito sono molto poche. Gli scienziati hanno ancora molto da scoprire e di recente è venuto fuori che tale coronavirus risulta essere un pericolo ancora più grande per la saluta umana. Il motivo riguarda possibili conseguenze neurologiche finora ignorate.

Al momento queste conseguenze sembrano essere state solo teorizzate, ma chi lo ha fatto ha anche sottolineato preoccupazioni importanti. La teoria si basa sull’esperienza, su quello che è accaduto praticamente cent’anni fa con la pandemia di influenza spagnola. All’esperienza si aggiungere il fatto che sono già stati visti danni cerebrali e sintomi neurologi a causa del Covid-19, la malattia dovuta al virus.

 

Coronavirus e Parkinson

Le parole di Kevin Barnham, neuroscienziato: “Sebbene gli scienziati stiano ancora imparando come il virus SARS-CoV-2 sia in grado di invadere il cervello e il sistema nervoso centrale, il fatto che stia entrando lì è chiaro. La nostra migliore comprensione è che il virus può causare insulti alle cellule cerebrali, con il potenziale per la neurodegenerazione a seguire da lì”.

Lo studio parla di una terza ondata, ma quest’ultima risulta essere più che altro uno strascico delle due precedenti. La terza ondata potrebbe essere non altro che un aumento dei casi di Parkinson tra la popolazione che è stata infettata, una risposta immunitaria, una neuroinfiammazione. Come detto poc’anzi, non si tratta di una certezza, ma potrebbe succedere e qualche prova in realtà già c’è, un uomo che ha sviluppato i sintomi del Parkinson dopo aver contratto il Covid-19.

“Dato che la popolazione mondiale è stata nuovamente colpita da una pandemia virale, è davvero molto preoccupante considerare il potenziale aumento globale di malattie neurologiche che potrebbero svilupparsi lungo il percorso. Il mondo è stato colto alla sprovvista la prima volta, ma non lo fa” Non ho bisogno di esserlo di nuovo. “