Alla fine dell’ultima era glaciale, tra 11.000 e 5.000 anni fa, il Sahara era un luogo molto diverso da come lo conosciamo oggi. Al posto delle sconfinate dune di sabbia, vi erano terre verdi e laghi. Una terra dove le piogge erano abbondanti e vi pascolavano antilopi, elefanti, uri ed ippopotami. Un verde e rigoglioso paradiso che ormai ha lasciato il suo posto all’arido deserto che osserviamo oggi. Ma secondo alcuni studiosi, il Sahara potrebbe tornare ad essere una terra verde.

 

Quando la Terra si spostò

Secondo Kathleen Johnson, professoressa associata di Sistemi Terrestri presso l’Università della California ad Irvine, il periodo umido africano, noto anche come Green Sahara, fu causato dalla rotazione orbitale della Terra in costante cambiamento attorno al suo asse, secondo un modello che si ripete ogni 23.000 anni.

Circa 8.000 anni fa, l’asse terrestre iniziò a spostarsi da circa 24,1 gradi agli attuali 23,5 gradi. Questa variazione fece si che quando il Sahara era una terra verde, l’emisfero settentrionale si trovasse più vicino al sole durante l’estate, aumentando la radiazione solare in estate nell’emisfero settentrionale.

La maggiore incidenza delle radiazioni solari, ha amplificato i monsoni africani, a causa di un sistema di bassa pressione che portava l’umidità dell’Oceano Atlantico sino all’arido deserto nordafricano. Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), questa particolare condizione fece si che il Sahara si trasformasse da un deserto sabbioso ad una steppa ricoperta di erba e arbusti.

Peter de Menocal, direttore del Center for Climate and Life at Lamont-Doherty Earth Observatory alla Columbia University di New York, ha spiegato che “la rotazione assiale della Terra è perturbata dalle interazioni gravitazionali con la luna e i pianeti più massicci che insieme inducono cambiamenti periodici nell’orbita terrestre. Uno di questi cambiamenti è una “oscillazione” nell’asse terrestre”.

Questa oscillazione è ciò che fa si che l’emisfero settentrionale sia più vicino al sole in estate ogni 23.000 anni, un fenomeno noto come massimo di insolazione estiva dell’emisfero settentrionale.

 

Ciclicamente il Sahara smette di essere un deserto

Il periodo verde del Sahara fu solo un brevissimo momento di paradiso per questa terra arida, in tutto dalla sua comparsa al ritorno del deserto, trascorsero solo 200 anni. Secondo quanto affermato da Johnson, il cambiamento della radiazione solare fu graduale, ma il paesaggio cambio improvvisamente.

Nei sedimenti del Sahara ci sono comunque le prove della ciclicità di questi brevi periodi verdi. Questo significa che tra 10.000 anni, nel 12.000 o 13.000 d.C., il Sahara potrebbe di nuovo tornare ad essere verde. Le prove sedimentarie indicano che questi ciclici periodi verdi sono iniziati almeno nel Miocene, da 23 milioni a 5 milioni di anni fa.

Da allora ci sono stati periodi in cui il livello di anidride carbonica simili a quelli odierni. Questo fa sperare i ricercatori su un possibile ritorno di un era verde del grande deserto nordafricano, Nonostante non sappiamo se e come, l’alta concentrazione di gas serra nell’atmosfera ed i cambiamenti climatici, potrebbero influenzare questo processo ciclico.

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