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Tra noi e il ritorno alla normalità in seguito alla pandemia da coronavirus che ha colpito il mondo, ci sono anche gli squali. In che senso? Nel senso che la produzione di un vaccino è strettamente legata a questi animali. Più precisamente, lo squalene che non è altro che un olio particolare contenuto nel fegato dei suddetti.

Considerato che questo vaccino servirà a una buona parte della popolazione umana, ecco che gli ambientalisti hanno già lanciato l’allarme. Si rischia di andare a uccidere fino a mezzo milione di squali. Questo succede dopo che una società farmaceutica britannica ha annunciato che ha intenzione di produrre un miliardo di dosi.

 

Coronavirus, vaccino e squali

Le parole di Stefanie Brendl, portavoce e capo di Shark Allies: “Prendere qualcosa da un animale selvatico non sarà mai sostenibile, soprattutto se si tratta di un predatore che non si riproduce molto frequentemente. Ci sono così tante incognite su quanto grande e per quanto tempo potrebbe protrarsi questa pandemia, e quindi su quante mutazioni del virus dovremo affrontare, che se continuiamo a usare gli squali, il numero di esemplari uccisi per questo prodotto potrebbe essere davvero alto, anno dopo anno.”

Gli squali, soprattutto alcune specie, sono considerati a rischio di estinzione. Vengono già normalmente cacciati, e non solo per lo squalene. Questa richiesta extra di tale prodotto non farà altro che peggiorare la situazione, ma purtroppo al momento non sembra esserci un’altra via percorribile. Sicuramente si potrebbe ridurre il suo utilizzo nella cosmetica, ma per la farmaceutica il discorso non si può fare.