Un team di ricercatori dell’Università di Alberta ha scoperto ed identificato una nuova specie di un antico rettile marino, mostrando come i particolari adattamenti di questi mosasauri, li abbiano resi in grado di sopravvivere in ecosistemi altamente competitivi.

Il nome assegnato alla nuova specie è Gavialimimus almaghribensis, una nuova specie di mosasauro catalogata e nominata da un team internazionale di ricercatori, guidato dalla studentessa Catie Strong, nell’ambito della sua tesi di laurea triennale, sotto la guida del professor Michael Caldwell, paleontologo della Facoltà di Scienze dell’Università di Cincinnati e della Flinders University.

 

I mosasauri e gli adattamenti dei rettili marini al difficile ecosistema nel Cretaceo

I mosasauri sono degli enormi rettili preistorici che potevano raggiungere la lunghezza di 17 metri e assomigliavano a degli enormi drago di Komodo. Alla fine del tardo Cretaceo, tra 72 e 66 milioni di anni fa, i mosasauri dominavano l’ecosistema marino di quello che oggi è il desertico Marocco. Questa nuova specie, presenta un muso molto allungato e stretto, con denti intrecciati simili a quelli dei coccodrilli, ricordando la loro parentela con alligatori e coccodrilli.

La ricerca di Strong, fa dunque un po’ di chiarezza nel caos di mega-predatori presenti all’epoca in quel mare che oggi non esiste più e dove un tempo questi animali si contendevano selvaggiamente cibo, spazio e risorse.

Secondo la stessa Strong infatti “il suo lungo muso indica che questo mosasauro era probabilmente adattato ad una specifica forma di predazione, o partizione di nicchia, all’interno di questo ecosistema più grande”. Secondo il suo studio infatti sembrerebbe che ognuno di questi rettili marini giganti, possedeva uno specifico adattamento per un particolare tipo di preda.

Ad esempio il lungo muso ed i denti ad incastro del Gavialimimus, lo rendevano probabilmente adatto alla cattura rapida ed in movimento delle sue prede. Mentre nel caso del Globidens simplex, una specie descritta lo scorso anno dal laboratorio di Caldwell, i suoi denti robusti e globosi erano più idonei per schiacciare i gusci dei molluschi.

 

L’ipotesi più probabile e la diversificazione nella scelta delle prede

Nonostante le caratteristiche specifiche per diversi tipi di predazione, in alcuni casi sono state identificate delle sovrapposizioni nella scelta delle prede, ma complessivamente per sopravvivere in questo difficile ambiente, ogni rettile aveva la sua preda prescelta, in modo da ridurre la competizione per il cibo, o per lo meno questa sembra essere l’ipotesi più probabile.

Il reperto fossile di uno di questi mosasauri è stato ritrovato in una miniera di fosfati in Marocco. Un luogo ricco di fossili tra cui sono stati trovati il cranio ed alcune ossa sparse del G. almaghribensis. Il ritrovamento purtroppo non da notizie sulle probabili cause della morte dell’animale.

Credito immagine: illustrazione di Tatsuya Shinmura