estinzione
I primi ominidi potrebbero già essere stati la causa dell'estinzione di molte specie di grandi animali.

Una delle prime specie che secondo la storia grava sulla coscienza degli esseri umani è il dodo. Questo uccello ebbe la sfortuna di veder piombare l’uomo nelle rigogliose foreste delle Mauritus dove viveva attorno alla fine del 1500 e, circa 100 anni dopo, il dodo si era estinto. Con la caccia, la distruzione degli habitat e l’introduzione di specie alloctone invasive, l’uomo ha portato il dodo all’estinzione, cancellando di colpo milioni di anni di evoluzione.

 

L’estinzione nell’era moderna

All’epoca gli uomini etichettarono il dodo come uccello stupido, grasso e pigro. Una storia raccontata solo dall’uomo nella sua cultura popolare, un po’ per ripulirsi la coscienza. Ma secondo quanto afferma Julian Hume, un paleontologo e ricercatore associato del National History Museum nel Regno Unito, non la descrizione popolare del dodo non corrispondeva affatto alla realtà.

Durante i suoi studi sulle specie estinte, Hume ha creato dei modelli in 3D di questo uccello che ne restituiscono un’immagine completamente diversa. Sembra infatti che il dodo fosse più veloce, intelligente ed atletico di quanto pensassimo.

Nella nostra mentalità, l’estinzione di alcune specie per causa nostra è un fatto relativamente recente. Ma alcuni studi paleontologici dimostrano che non è così. Sembrerebbe infatti che l’uomo sia causa della sparizione di alcune specie dall’inizio della sua storia su questo Pianeta.

 

L’uomo ha sempre rappresentato una minaccia per l’ambiente?

Come ha spiegato Hume “il vero problema è iniziato quando noi, come esseri umani, abbiamo iniziato a migrare“. Questa teoria è ancora molto controversa, ma alcuni recenti studi hanno fornito prove che suggeriscono che le migrazioni dei Neanderthal e altri antichi ominidi, fuori dall’Africa e dal sud-est asiatico, circa 125.000 anni fa, verso l’Eurasia, l’Oceania, il Nord e il Sud America, siano parallele all’estinzione della megafauna in questi continenti. Questo è infatti ciò che ci mostra la documentazione fossile.

Secondo la professoressa di ecologia e biologia evolutiva, Felisa Smith, dell’Università del New Mexico, in contemporanea alla migrazioni degli ominidi al di fuori del continente africano, si notano dei modelli di estinzione incredibilmente regolari. I grandi animali infatti sembravano estinguersi regolarmente entro poche centinaia di anni, al massimo un migliaio, dall’arrivo dell’essere umano.

Secondo la Smith, questi tempi di estinzione così rapidi non si sono verificati in nessun altro momento della storia della Terra dall’estinzione dei dinosauri avvenuta a causa di un asteroide 65 milioni di anni fa.

 

L’estinzione dei grandi animali nella preistoria fu causata dall’uomo

Secondo la professoressa Smith gli uomini sarebbero responsabili della scomparsa di animali come il glyptodon, una specie di armadillo grande quanto un pulmino Volkswagen e scomparsi dalle Americhe alla fine dell’ultima era glaciale, circa 12.000 anni fa, poco dopo l’arrivo degli umani. Gli umani sono molto probabilmente responsabili anche della scomparsa dei giganteschi bradipi terrestri dal Sud America circa 11.000 anni fa.

La stessa sorte sarebbe toccata ai giganteschi orsi delle caverne eurasiatici, la cui popolazione subì un forte calo circa 40.000 anni fa, più o meno nello stesso periodo in cui gli uomini iniziarono a diffondersi nel loro habitat.

Gli esseri umani probabilmente cacciavano questi grandi animali in quanto fonte di cibo o di minaccia per i loro insediamenti. Inoltre questi animali non conoscevano l’uomo e al suo arrivo potrebbero essersi mostrati incauti nei suoi confronti. Inoltre animali di così grandi dimensioni in genere si riproducono lentamente e, come spiega Hume, quando gli uomini hanno iniziato a decimare le loro popolazioni, i grandi animali non furono in grado di riprodursi abbastanza velocemente da mantenere sufficiente il numero di individui per il mantenimento della specie.

 

La distruzione dell’ambiente e delle specie iniziò con le migrazioni o con la comparsa dei primi uomini?

Come se non bastasse gli esseri umani erano responsabili anche della distruzione degli habitat della megafauna, causando incendi e concorrendo con essi per il cibo. Inoltre il cambiamento climatico, associato agli impatti umani come la caccia, contribuì all’estinzione di alcuni grandi animali come i mammut, che si sono estinti circa 10.500 anni fa. Sembra dunque che l’uomo sia causa dell’estinzione di specie animali sin dall’inizio della e abbia continuato a farlo per tutta la sua storia, e continui imperterrito tutt’ora.

Non sappiamo con certezza quale sia la prima specie che l’uomo ha portato all’estinzione. Le prove fossili e paleontologiche sono affidabili solo fino a 125.000 anni fa, ma non sappiamo se gli antichi ominidi avessero già portato alcune specie all’estinzione prima di lasciare l’Africa. Secondo la professoressa Smith, analizzando le dimensioni medie degli animali in Africa, sembrerebbe che “ci fosse già stato un effetto degli ominidi sulla megafauna in Africa, prima di 125.000 anni fa”.

Foto di Rodrigo de la torre da Pixabay