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Finora siamo stati abituati a sentire parlare di Covid-19, anche se c’è da dire che dopo 9 mesi in molti, anche chi non dovrebbe, continuare a usarlo in modo improprio. Si tratta della malattia che il coronavirus potrebbe far sviluppare in seguito al contagio in una persona. Detto questo, ultimamente si è iniziato a parlare anche di Long Covid.

Cos’è? È una sindrome, o meglio sono quattro messe insieme secondo una ricerca che ha preso in esame proprio chi ne soffre, ovvero chi dopo sette mesi dal contagio continua mostrare i sintomi debilitanti della malattia. Si tratterebbe di un misto tra stanchezza post-virale, sindrome post-terapia intensiva, danno d’organo permanente e sindrome Covid a lungo termine.

Lo studio in questione è stato condotto su 60.000 persone nel Regno Unito che potrebbero aver sviluppato proprio il Covid a lungo a termine. I sintomi comprendono dispnea, stanchezza cronica, nebbia cerebrale, danno permanente agli organi, ansia e stress.

 

Coronavirus: il Covid a lungo termine

Le parole della dottoressa Elaine Maxwell: “L’elenco dei sintomi è enorme e copre ogni parte del corpo e del cervello. Riteniamo che il termine Long Covid venga utilizzato come capsula per più di una sindrome, forse fino a quattro. Le persone senza una diagnosi chiara ci hanno detto che spesso i servizi sanitari non gli credono. Ci sono persone che non hanno mai avuto alcun supporto in ospedale, non hanno mai fatto un test, non hanno mai avuto precedenti di COVID, tranne la loro storia personale. Potrebbero soffrire molto più di qualcuno che è stato ventilato per 21 giorni.”