lingue

La tecnologia, e in particolare computer e smartphone, ha avuto un impatto profondo sulla vita quotidiana, rivoluzionando trasversalmente un enorme numero di attività giornaliere. Se oggi è impossibile pensare di uscire di casa senza telefono cellulare, fino a non molti anni fa la vista di cabine telefoniche agli angoli delle strade era ancora abbastanza comune: la telefonia è solo uno degli ambiti stravolti dall’avvento dello smartphone, che grazie all’agilità della struttura ad app permette di gestire un numero elevatissimo di esigenze, dai propri conti alle prenotazioni di voli e così via. Fra i tanti ambiti rivoluzionati da smartphone e pc c’è quello del learning: le nuove potenzialità della tecnologia, in altre parole, hanno incrociato i settori di insegnamento e apprendimento, generando in molti casi delle soluzioni interessanti per imparare qualcosa.

Considerando proprio uno dei settori dell’apprendimento per eccellenza, quello dello studio delle lingue, è impressionante notare il numero di applicazioni che esistono in circolazione e che condividono il medesimo fine, quello di accompagnare l’utente nell’apprendimento di una lingua straniera. Pur volendosi limitare alle app per smartphone, il numero rimane comunque talmente alto che è più comune imbattersi in liste con le migliori applicazioni per imparare le lingue che nelle app vere e proprie.

Fra queste, in ogni caso, ne esistono alcune che sono di uso talmente comune da meritare una menzione particolare: è il caso di Babbel, che è stata capace di un successo tale da diventare pressoché sinonimo di app per apprendimento lingue, con pubblicità dedicate e venendo consigliata in numerose occasioni.

Altra app, molto particolare, è invece Duolingo: il progresso per step e perfino la mascotte, diventata vera e propria celebrità del web, hanno reso l’app gratuita una fra le più apprezzate fra chi si approccia allo studio o al ripasso di una lingua. È interessante come l’offerta di app di learning si concentri particolarmente su materie tradizionalmente ritenute ostiche, a evidenziare come la digitalizzazione dell’apprendimento possa dare un’attrattiva nuova.

Fra queste materie va sicuramente ricondotta la chimica, che infatti è la protagonista di alcune app: fra queste Periodic Droid è particolarmente utile, proponendosi di facilitare la memorizzazione della tavola degli elementi e delle proprietà di questi ultimi. Per un target più giovane e volto all’apprendimento della matematica invece si può pensare a Math Learning Center, che raccoglie una serie di attività volte a illustrare in maniera molto semplice le operazioni algebriche di più comune utilizzo.

Allargandosi al di fuori dell’apprendimento nel suo senso più scolastico, il digitale offre soluzioni per imparare pressoché qualsiasi cosa: per gli appassionati di poker gratis, ma più in generale per chi sia interessato a imparare le regole del gioco prima di cimentarsi ad altri livelli nello stesso, l’ideale è poter contare su una soluzione che permetta di farlo in maniera sicura. Allo stesso modo, anche per chi voglia dedicarsi all’apprendimento di uno strumento esistono app che non aspettano altro se non essere scaricate.

Una fra le migliori è sicuramente Yousician: supporta vari strumenti, fra i quali chitarra, basso e perfino ukulele, offre dei video per l’apprendimento, degli obiettivi giornalieri e soprattutto la funzione di “ascoltare” un esercizio e fornire un feedback immediato. Si tratta di solo una fra le tante app per imparare a suonare uno strumento, ma offre diverse funzioni interessanti. Gli appassionati di sviluppo invece potrebbero trovare irrinunciabile un’applicazione come Codemurai, Grasshopper o una delle tante altre app di coding: apprendere un linguaggio di programmazione seguendo gli stessi principi che guidano l’apprendimento di una lingua straniera è un ottimo modo per procedere verso gli step successivi.

Persino l’apprendimento di abilità immateriali può essere il protagonista di un’app: una capacità indispensabile, in particolare per chi lavori in proprio, è quella di essere capaci di organizzare il proprio tempo lavorativo in maniera produttiva e minimizzandone gli sprechi. Non sempre questa è un’abilità innata, ma chi ne fosse carente può senz’altro pensare di aiutarsi sia sfruttando gli assistenti vocali, sia con app per l’organizzazione del tempo o dei compiti. Wunderlist è un’app che consente di organizzare delle vere e proprie liste di compiti, con reminder e la possibilità di spuntare un compito una volta realizzato. All’organizzazione del tempo invece è volto TimeTimer, un semplicissimo timer che permette di preimpostare un lasso di tempo entro il quale svolgere una particolare attività.

Il mondo dell’apprendimento si sta digitalizzando a velocità crescente, e a giudicare dalla velocità con la quale le app nascono e crescono c’è da aspettarsi che la digitalizzazione continui ancora a lungo.