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Un paio di giorni fa, durante un discorso tenuto a Shenzhen di fronte a un gruppo di fedeli del partito comunista, il presidente Xi Jinping è stato registrato tossire violentemente. In realtà, ogni volta che l’uomo presentava un po’ di malessere, le telecamere che lo riprendevano venivano spente, ma più volte è stato sentito emettere suoni non esattamente sintomo di buona salute.

Al momento non è chiaro se il presidente cinese sia stato infettato dal coronavirus, ma sarebbe una notizia degna di nota. Non risulterebbe solo l’ennesimo leader al mondo colpito dal SARS-CoV-2, ma sarebbe piuttosto un evento che sottolinea qualche bugia in merito ai numeri del contagio nel paese.

La Cina sono ormai mesi che segna contagi giornalieri pari a poche decine di casi. Si tratterebbe di pochi casi per qualsiasi paese, ancora di più per quello più popoloso al mondo. Viene difficile pensare che con una situazione così controllata l’uomo più importante finisca per venire a contatto con il virus.

 

Cina: il coronavirus gira ancora?

Il presidente è apparso più volte senza mascherina il che è sembra fin da subito un modo per dimostrare come la Cina sia uscita dall’emergenza. Detto questo, i dati in merito al contagio non sono mai stati realmente così trasparenti. Proprio seguendo questa linea, probabilmente, a meno di un peggioramento della sua salute, non verrà mai fatto trapelare se Xi Jinping sia stato contagiato.

Se così fosse, sarebbe solo l’ultimo di una lunga lista di leader politici. Settimana scorsa è stato Donald Trump a risultare positivo al virus. Mesi prima erano stati Boris Johnson e Bolsonaro, tutti o negazionisti o che hanno cercato di spacciare tale virus come meno pericoloso di quello è.

Ph credit: CNBC