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Uno dei principali fenomeni annoverati dietro il termine cambiamenti climatici è l’aumento delle temperature. Queste, sempre più alte in media in quasi tutto il mondo, stanno portando allo scioglimento dei ghiacci. Un effetto che tutti conosciamo è l’innalzamento degli oceani, ma ce n’è un altro che potrebbe aver gravi ripercussioni sull’Alaska, un mega-tsunami.

Secondo un gruppo di scienziati, un’enorme frana innescata dallo scioglimento di un ghiacciaio nel paese potrebbe fare nascer uno tsunami gigantesco anche entro i prossimi 12 mesi, sicuramento entro un paio di decenni. Aspetto da sottolineare è che gli autori dello studio sono certi che accadrà, ma è difficile prevedere quando.

Il ghiacciaio preso in esame si trova a Prince William Sound. Le immagini satellitari mostrano il ritiro del ghiaccio e si può intravedere la parte rocciosa sottostante. Sembra che una frana sia già in corso solo che è molto lenta.

 

Uno tsunami di proporzioni gigantesche

Le parole dell’autore principale, il geofisico Chunli Dai: “All’inizio era difficile credere ai numeri. In base all’elevazione del deposito sopra l’acqua, al volume di terreno che stava scivolando e all’angolo del pendio, abbiamo calcolato che un crollo avrebbe rilasciato 16 volte più detriti e 11 volte più energia della frana e della baia di Lituya del 1958 in Alaska. mega-tsunami. (L’evento causò l’onda più alta dei tempi moderni, 524 metri).

Tale frana ha dimostrato di muoversi da oltre 50 anni, ma molto irregolarmente. Alcuni anni si è mosso di molto e in altri si è mossa di niente. Per esempio, da quanto sono state prese le misure di tale ammasso roccioso, a inizio anno, niente sembra essere cambiamento.

“Pendii come questo possono cambiare da un lento scorrimento a una frana in rapido movimento a causa di una serie di possibili fattori scatenanti. Spesso, la pioggia intensa o prolungata è un fattore determinante. I terremoti spesso innescano guasti. Anche il clima caldo che causa lo scioglimento del permafrost, della neve o del ghiaccio del ghiacciaio può essere un fattore scatenante”.