Chrome OS avrà una cartella Cestino

In tempi brevi, Chrome OS avrà una cartella “Cestino”, che renderà facile recuperare un file che potremmo aver cancellato accidentalmente. La maggior parte dei sistemi operativi consente di annullare l’eliminazione dei file, inserendoli in una cartella temporanea – Cestino sia su macOS che su Windows – che è possibile svuotare periodicamente o programmare per lo svuotamento automatico. Chrome OS, tuttavia, non ha mai offerto opzioni simili; i file cancellati non possono essere recuperati.

 

Chrome OS avrà una cartella “Cestino”: lavori in corso

Nelle ultime due settimane sono iniziati i lavori per aggiungere l’utilissima cartella a Chrome OS, iniziando con un nuovo flag in chrome://flags. A partire dalla versione più recente di Chrome OS Canary, questo flag crea una nuova cartella nascosta chiamata “.Trash” che si trova in “My files”. Nei prossimi giorni, però, la cartella verrà spostata in Downloads/.Trash, il che dovrebbe rendere molto più veloce il processo di inserimento di un file nel cestino.

Inoltre, Google sta attualmente lavorando per creare diverse cartelle Cestino per Chrome OS. La seconda cartella Cestino si trova all’interno della cartella “Linux files” utilizzata dal supporto delle applicazioni Linux. Questa speciale cartella Cestino dovrebbe funzionare senza soluzione di continuità con i tradizionali file manager di Linux.

Per il momento, per poter accedere alle cartelle Cestino occorre utilizzare il tasto di scelta rapida “Ctrl + .” visualizzando così i file e le cartelle nascoste in Chrome OS. Si prevede che Google renderà le cartelle del Cestino più facilmente accessibili in futuro, magari aggiungendo una voce dedicata sulla barra laterale dell’applicazione Files che mostra l’intero contenuto delle diverse cartelle Cestino.

Poiché soltanto l’ultima versione di Chrome OS Canary supporta le cartelle Cestino, è probabile che esse non compaiano fino al lancio ufficiale di Chrome OS 88 o 89, previsto rispettivamente per gennaio e marzo 2021.

Ph. credits: Foto di Simon Steinberger da Pixabay