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Il Regno Unito è il paese europeo che più di tutti ha subito la prima ondata di coronavirus, almeno dal punto di vista dei morti. L’arrivo della seconda ondata, secondo un consulente scientifico del governo, costerà la vita di altre decine di migliaia di persone. Ormai il SARS-CoV-2 sta girando liberamente, come si evince dal numero di contagiati giornalieri.

Le parole di John Edmunds, epidemiologo London School of Hygiene & Tropical Medicine: “Se guardi a dove siamo, non c’è modo di uscire da questa ondata ora senza contare le nostre morti in decine di migliaia. Siamo già al punto, o ci stiamo avvicinando al punto, in cui il servizio sanitario sarà messo a dura prova nelle prossime settimane. E anche se fermiamo le cose ora, i casi e i ricoveri continueranno a salire per i prossimi 10 giorni, due settimane, perché sono già inseriti nel sistema.”

 

Coronavirus: come il Regno Unito ha affrontato la seconda ondata

Era il 18 settembre quando Boris Johnson ha riconosciuto che il paese è entrato nella secondata. Da allora i numeri sono saliti anche perché il primo ministro, come altri governi, ha cercato di evitare di dare vita un secondo lockdown. Ci sono solo state timide azioni che non hanno sortito effetto. Ormai i numeri sono così alti che tenere traccia dei contagi è praticamente impossibile.

Adesso saranno costretti a imporre nuovi divieti nel tentativo di riportare il valore R entro un valore accettabile. Il problema, come da noi, non è tanto il numero in sé di persone infette, ma delle nuove ospedalizzazioni. Come nei primi mesi della pandemia, si torna con gli ospedali quasi al completo.