Google Pixel 4a

Google Pixel 4a rappresenta l’ottima variante dei dispositivi della serie Google Pixel di ultima generazione, pensato per gli utenti che vogliono godere di sufficienti prestazioni, e sono stanchi di avere tra le mani smartphone dalle dimensioni generose. La filosofia dell’azienda di Mountain View paga, anche se non è esente, come tutti, da qualche piccolo difetto.

Le dimensioni sono ovviamente il suo punto forte, raggiunge 144 x 69,8 x 8,2 millimetri di spessore, con un peso di soli 143 grammi. In confronto agli altri terminali del momento, il Google Pixel 4a è piccolissimo, si può praticamente utilizzare con una mano, trasportarlo nella tasca dei pantaloni, senza che vi appesantisca più di tanto.

Lo spessore è contenuto, anche se sotto questo aspetto ci sono modelli più sottili, ma è complessivamente una goduria. La parte posteriore strizza l’occhio ai vecchi Google Pixel, è realizzata con una monoscocca in policarbonato, opaca e perfetta per chi non ama le back cover che trattengono troppo le ditate. La camera è posizionata in un piccolo quadrato, leggermente in rilievo rispetto alla scocca stessa; molto bello il pulsante di accensione/spegnimento in contrasto con la colorazione nera dello smartphone.

 

Hardware e specifiche tecniche

Anteriormente troviamo un piccolo display OLED da 5,8 pollici (diagonale 147,6 centimetri), con risoluzione Full HD+ (1080 x 2340 pixel), 443 ppi, rapporto d’aspetto 19,5:9 e supporto HDR. La prima cosa che notiamo è un altissimo livello di dettaglio, i colori sono brillanti, ha una buona luminosità complessiva e permette la corretta visione sotto la luce solare diretta. Essendo un OLED, i neri sono veramente neri, mentre i bianchi tendono più ad una tonalità calda, ma nel complesso è molto ben fatto. E’ presente l’always on display, si vedono le icone delle notifiche, e non è per nulla personalizzabile. La camera anteriore è posizionata in un foro sul lato sinistro del display, forse è fin troppo grande, se confrontato con la dimensione complessiva del pannello stesso. Il rivestimento è Gorilla Glass per la protezione ad urti e graffi, le cornici sono simmetriche e relativamente piccole (almeno sui bordi).

Sotto il cofano troviamo un processore Qualcomm Snapdragon 730G, octa-core con frequenza di clock a 2,2GHz, affiancato da una GPU Adreno 618. A supportare il tutto sono stati posizionati 6GB di RAM LPDDR4x, nonché 128GB di memoria interna (non espandibili). La scelta di un processore della serie 700 è vincente, Google ha voluto puntare sul 730 poiché viene oggi considerato come una via di mezzo tra il medio-alto 765 e le serie inferiori. Le performance sono soddisfacenti, nell’utilizzo di tutti i giorni non abbiamo notato rallentamenti o lag, per quanto riguarda il gaming se vi spingerete un po’ troppo qualche lag comparirà, ma nulla che andrà ad inficiare o penalizzare l’esperienza complessiva. Il Google Pixel 4a non scalda assolutamente nella parte posteriore.

Non è impermeabile, ed è uno smartphone single SIM (quindi ha solo uno slot nel carrellino), con possibilità di adottare l’eSIM per utilizzare due numeri differenti. Lo sblocco del terminale può avvenire solamente tramite il sensore per le impronte digitali posizionato nella back cover (leggermente affossato, ma non troppo), assente il riconoscimento del viso 2D. Qualità eccellente, sarà necessaria pratica affinché si possa posizionare correttamente il dito, tuttavia nel momento in cui vi sarete abituati, otterrete risultati incredibilmente rapidi e precisi, uno dei più veloci che abbia mai visto prima. Peccato per l’assenza dello sblocco con il viso.

L’altoparlante è stereo, il suono esce sia dallo speaker posizionato nella parte bassa che dalla capsula auricolare. Il volume raggiunge livelli decisamente elevati, e soprattutto garantisce un ottimo livello di dettaglio, sia per le frequenze basse che alte. La resa è di un gradino superiore a tutti i dispositivi della stessa fascia di prezzo, anche verso i 500 euro.

Nella parte inferiore trova posto una USB type C 3.1 (con uscita anche video), seguita dalle connettività jack da 3,5mm, bluetooth 5.0+ LE, NFC, Google Cast, WiFi 802.11ac dual band e GPS. La massima velocità di navigazione corrisponde al 4.5G, non è uno smartphone 5G (almeno questa versione).

 

Fotocamera, sistema operativo e batteria

In linea con la filosofia di pensiero dei precedenti Google Pixel, anche in questo caso l’azienda ha voluto dimostrare di essere in grado di scattare ottime istantanee con un solo sensore e con pochi megapixel. Il Google Pixel 4a integra un componente posteriore da 12,2 megapixel, con stabilizzazione ottica, messa a fuoco con tecnologia dual pixel a rilevamento di fase, apertura F1.7 angolo di visuale di 77 gradi.

La resa resta in linea con le aspettative, il dispositivo è assolutamente preciso negli scatti in ogni condizione di luce, grazie all’HDR+ abbiamo notato una perfetta gestione dei colori, e delle tonalità più chiare, con dettagli precisi per uno smartphone da poco meno di 400 euro. I colori sono rispettati fedelmente, e non godono di una eccessiva saturazione.

Ciò che fa storcere il naso è l’assenza di sensori aggiuntivi, in determinate occasioni, nonostante tutta la qualità generale, sarebbe sicuramente tornato utile un grandangolare o uno zoom, per riuscire a realizzare uno scatto con una inquadratura differente. L’altra cosa da notare è la modalità ritratto, quando attivata ritaglia di molto la scena, di conseguenza bisogna prestare attenzione, in caso contrario si rischia di realizzare un’immagine tutt’altro che bella da vedere. In notturna si realizzano ottimi scatti, anche senza l’attivazione della modalità stessa.

La messa a fuoco nei video, realizzati al massimo in 4K a 30fps, è il punto forte del Google Pixel 4a. Sebbene le dimensioni non favoriscano una corretta stabilizzazione (che ricordiamo essere ottica sul sensore), la resa è complessivamente di altissima qualità, i filmati sono precisi e stabilizzati, i colori e tutto il resto segue esattamente il discorso fatto poco fa. Una volta inquadrato e messo a fuoco il soggetto, difficilmente lo smartphone lo perderà e, per 389 euro, è davvero tanto.

Il sistema operativo è Android 11, con patch aggiornate al 5 ottobre; essendo un Google Pixel, l’utente ha assicurati 3 anni di aggiornamenti con la certezza di essere sempre il primo a ricevere le patch di sicurezza. La versione disponibile è Android stock, senza personalizzazioni software o quant’altro, segnaliamo solamente la funzione schermo vigile e la playing now (mostrerà sull’always on display il brano che sta riproducendo o che ha “sentito” nelle vicinanze).

La batteria è forse il piccolo tallone d’Achille del Google Pixel 4a, è un componente da 3140 mAh, con ricarica rapida da 18 watt (presente in confezione l’alimentatore). Stando ai nostri test, con always on display sempre attivo, abbiamo raggiunto 3 ore e 32 minuti di schermo con il 4% di carica residua. La durata la possiamo considerare nella media, data proprio la nostra esperienza pregressa che si attesta sulle 3,30/4 ore di display attivo per uno smartphone con durata appunto media. Da segnalare un eccessivo consumo della batteria da parte dell’always on, infatti in un intero ciclo di scarica ha contribuito al 23%; speriamo in un futuro aggiornamento software per risolverle il tutto.

 

Google Pixel 4A: conclusioni

In conclusione il Google Pixel 4a è uno smartphone da acquistare subito se volete spendere poco, è in vendita a 389 euro sullo store ufficiale, e godere di tutta l’esperienza Android in pochissimo spazio. Il comparto fotografico è ottimo, anche se con qualche piccola mancanza; le prestazioni sufficienti, peccato solamente per una batteria non propriamente all’altezza.

Di seguito i punteggi e la videorecensione completa.

Google Pixel 4a

389 euro
7.5

Design e ergonomia

9.0/10

Display

8.0/10

Processore

7.0/10

Foto e video

7.0/10

Batteria

6.5/10

Pros

  • Display OLED a 60Hz
  • Piccole dimensioni e peso ridotto
  • Android stock con aggiornamenti garantiti
  • Processore Qualcomm della serie 700
  • Prezzo

Cons

  • Batteria poco performante
  • Manca un secondo sensore fotografico
  • Memoria non espandibile