asteroide psyche

Il Telescopio Spaziale Hubble, ci regala un’altra delle sue meravigliose immagini ad alta definizione. Stavolta il modello di turno è l’asteroide più prezioso che abbiamo mai osservato. Probabilmente composto di ferro e nichel, l’asteroide Psyche, varrebbe quanto l’intera economia mondiale. Il motivo delle indagini di Hubble, è l’intenzione della NASA di studiare e visitare questa roccia spaziale con una missione dedicata nel 2026.

 

Ecco chi è Psyche, l’asteroide metallico dall’enorme valore

Psyche si trova a 370 milioni di chilometri dalla Terra, ed è uno degli oggetti più massicci nella fascia principale degli asteroidi del Sistema Solare, ovvero quella tra Marte e Giove. Ha un diametro di 226 chilometri e, a differenza della maggior parte degli asteroidi, che sono rocciosi o ghiacciati, Psyche sembra essere interamente di metallo.

Questo asteroide è infatti così denso e metallico da aver portato gli astronomi a pensare che possa trattarsi di un protopianeta. Ovvero il nucleo di un pianeta in formazione che, per qualche motivo, non ha concluso la sua formazione e la sua evoluzione in pianeta, rimanendo un freddo nucleo di metallo nello spazio.

La dottoressa Tracy Becker, scienziata planetaria del Southwest Research Institute di San Antonio, ha dichiarato nel suo articolo: “abbiamo visto meteoriti che sono per lo più metallici, ma Psyche potrebbe essere unico in quanto potrebbe essere interamente composto di ferro e nichel“.

Secondo alcune stime, i metalli di cui è composto Psyche, varrebbero circa 10.000 quadrilioni di dollari, molto più di quanto vale l’intera economia globale che, nel 2019, è stata stimata attorno ai 124 trilioni di dollari.

 

Uno sguardo nel cuore di un pianeta

Ma perché Psyche non è diventato un pianeta? Come è accaduto che sia rimasto solo una sfera metallica che vaga nello spazio? Secondo Becker, quando il pianeta Psyche era in formazione, sarebbe stato violentemente colpito da un altro corpo celeste che ha fatto perdere a Psyche il suo mantello e la sua crosta.

Grazie ad Hubble, la dottoressa Becker, ha potuto osservare questo asteroide su entrambi i lati. Psyche è stato osservato da Hubble anche nello spettro dell’ultravioletto, ottenendo un gran numero di dettagli e informazioni sulla sua superficie. Beker ritiene che ciò che hanno osservato grazie ad Hubble, siano proprio le bande di assorbimento dell’ultravioletto tipiche dell’ossido di ferro. Questo suggerisce che effettivamente ci sia del ferro su Psyche e che questo si sta ossidando a causa del vento solare che colpisce la sua superficie.

I ricercatori non sono ancora affatto sicuri della percentuale di ferro che ci sia sulla superficie dell’asteroide. Potrebbe essere composto per il 90% da ferro puro, così come soltanto dal 10%. Le osservazioni nell’ultravioletto infatti potrebbero condurre ad entrambi i risultati.

Durante le sue osservazioni. Psyche ha mostrato agli astronomi si essere molto riflettente nelle lunghezze d’onda UV più profonde. Secondo Becker questo è un aspetto che va indagato ulteriormente. “Potrebbe essere indicativo del fatto che sia stato esposto nello spazio per così tanto tempo. Questo tipo di schiarimento UV è spesso attribuito agli agenti atmosferici spaziali.”

 

Psyche rappresenta un occasione unica per osservare un protopianeta

Le sue particolari caratteristiche lo rendono un oggetto davvero unico e per gli astronomi è impossibile confrontarlo con altri corpi celesti. Non ne esistono infatti di simili. Psyche rappresenta dunque la nostra unica occasione di osservare l’embrione di un pianeta.

Potremmo osservare studiandolo, il nucleo di un pianeta nella sua nudità. ED è proprio quello che ha intenzione di fare la NASA con la missione Psyche, nell’ambito del Discovery Program, una serie di missioni spaziali robotiche a basso costo.

Nel 2022 quindi, a bordo di un Falcon Heavy della SpaceX, dal Kennedy Space Center, sarà lanciato un orbiter che dovrebbe raggiungere l’asteroide Psyche nel gennaio del 2026. L’orbiter osserverà e mapperà l’asteroide inizialmente per almeno almeno 21 mesi.

Come afferma la stessa Becker, “comprendere cosa costituisce realmente un pianeta, e potenzialmente vederne l’interno, è affascinante”.

Ph. Credit: NASA/JPL-Caltech/ASU