antico rettile marino del triassico
Un'illustrazione di Brevicaudosaurus. Credito: Tyler Stone BA '19

I paleontologi dell’Accademia cinese delle Scienze e del Museo Naturale canadese, hanno analizzato due scheletri rinvenuti in un sottile strato di calcare in due cave nel sud-ovest della Cina. Questi due fossili sono stati identificati come appartenenti ad una nuova specie di rettile marino della famiglia dei notosauri.

Questo rettile vissuto 240 milioni di anni fa, nel Triassico, aveva una coda corta e piatta, che usava per mantenere l’equilibrio e che ha permesso ai ricercatori di identificarla come una nuova specie. Questo è quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of Vertebrate Paleontology.

 

Un piccolo rettile marino galleggiante

Si trattava di un piccolo predatore simile a una lucertola in grado di galleggiare e che prediligeva i fondali lungo le rive in acque poco profonde, in cui catturava le sue prede con denti simili a zanne. A questa nuova specie è stato dato il nome di Brevicaudosaurus jiyangshanensis, dal latino “brevi” ovvero corto, “caudo”, coda, e dal greco “sauros”, lucertola.

Il B. jiyangshanensis aveva una testa piccola con una bocca provvista di zanne e degli arti che ricordano molto delle pinne. Il suo corpo era provvisto di un collo lungo e di una coda corta e piatta, a differenza degli altri notosauri che mostrano invece una coda molto lunga, probabilmente utilizzata per la propulsione.

Secondo quanto dichiarato dal dottor Qing-Hua Shang dell’Accademia Cinese delle Scienze, questa “analisi di due scheletri ben conservati rivela un rettile con un corpo ampio e pachiostotico (ossatura più densa) e una coda molto corta e appiattita. Una coda lunga può essere usata per il movimento in acqua, generando spinta.

Ma la nuova specie di rettile marino che abbiamo identificato probabilmente era più adatta a vivere sui fondali di in un mare poco profondo, usando la sua coda corta e appiattita per l’equilibrio, come un galleggiante sottomarino, che gli permetteva di preservare l’energia durante la caccia”.

 

Ossa spesse ed un buon udito

Dei due scheletri, quello più completo è stato rinvenuto nella cava di Jiyangshan, da cui deriva il nome assegnato alla specie. Questo scheletro, lungo poco meno di 60 cm, ha permesso ai ricercatori di acquisire un notevole quantitativo di informazioni sullo stile di vita di questo antico rettile marino.

Dall’analisi dello scheletro è infatti emerso che gli arti anteriori sono più sviluppati degli arti posteriori, indicando un particolare adattamento di questo rettile marino al nuoto. Ma le sue capacità natative non erano quelle di un abile nuotatore. Le ossa nelle zampe anteriori sono infatti corte rispetto ad altre specie, e questo limita la potenza della sua spinta in acqua.

Inoltre la maggior parte delle sue ossa, comprese le vertebre e le costole, sono spesse e dense. Questo conferisce all’animale un aspetto tozzo ma robusto e limita la sua capacità di nuotare rapidamente. D’altro canto però, le ossa spesse e dense, conferiscono a questo rettile una maggiore stabilità sott’acqua, agendo come una sorta di zavorra. Un po’ come la cintura di pesi di un sub.

Le ossa dense, note come pachiostosi, insieme alla coda piatta, rendevano questo rettile marino adatto a galleggiare immobile sott’acqua, con un basso dispendio di energia. Inoltre è possibile che questa caratteristica lo abbia reso in grado di poter camminare sul fondo alla ricerca di prede che si muovevano lentamente. Costole molto dense potrebbero anche indicare che il rettile avesse grandi polmoni, che avrebbero aumentato il tempo che l’animale era in grado di trascorrere sott’acqua.

La nuova specie presenta un osso a forma di barra nell’orecchio medio, chiamato staffa, utilizzato per la trasmissione del suono. La staffa è stata generalmente persa in altri notosauri, mentre in B. jiyangshanensis, non solo è presente, ma è spessa e allungata, suggerendo che questo rettile marino avesse un buon udito sott’acqua.

Il dottor Xiao-Chun Wu del Canadian Museum of Nature, coautore dello studio, ritiene che “forse questo piccolo rettile marino che nuotava lentamente doveva essere una sentinella per i grandi predatori mentre galleggiava nelle secche, oltre ad essere un predatore egli stesso”.

Ph. Credit: Illustrazione di Tyler Stone