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Alcuni ricercatori del Laboratorio BiG, bioarchelogia e genomica, hanno fatto una scoperta importante per quanto riguarda i cani. Analizzando i resti di 27 cani antichi diversi trovati in Europa, in Oriente e in Siberia, sono venuti alla conclusione che c’erano almeno cinque razze diverse un tempo, antenati genetici distinti che risalgono a prima di qualsiasi altra addomesticazione da parte dell’uomo.

In quel periodo l’uomo si basava esclusivamente sulla caccia e sulla raccolta quindi l’addomesticamento di animali del genere era la scelta più utile di tutte. Il DNA è stato raccolto da resti scheletrici, come semplice ossa o denti. Grazie al genoma hanno potuto collegare alcuni di questi ai cani moderni.

 

L’evoluzione dei cani

Le parole di Anna Linderholm, direttrice del Laboratorio BiG: “Abbiamo esaminato cani provenienti da tutto il vecchio mondo e rappresentano un periodo che si estende per quasi 11.000 anni indietro nel tempo. I campioni di cane sono stati raccolti da musei e altre collezioni da tutto il mondo e da diversi membri di questo team. Poiché non sappiamo quando e dove sono stati addomesticati i cani, abbiamo raccolto la maggior parte dei cani conosciuti del vecchio mondo, risalendo il più lontano possibile nel tempo e utilizzando il DNA del cane che è stato meglio conservato.

“Osservando il genoma di un cane, possiamo guardare alla storia di quel cane, ai suoi genitori e ai loro genitori e così via. È molto simile a oggi, quando le persone fanno un test di ascendenza per gli esseri umani, cercando di scoprire da dove vengono. Le cinque linee di oltre 11.000 anni fa sono più diversificate di quanto siamo stati in grado di identificare prima. Detto questo, tutti i cani sembrano provenire da un’antica popolazione di lupi, una popolazione di lupi che da allora è scomparsa. Non abbiamo alcun collegamento con le nostre popolazioni di lupi dei nostri giorni con i nostri primi cani domestici.”