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Questa immagine fornisce una vista prospettica di un triplo cratere negli antichi altopiani marziani. Comprende i dati raccolti dal Mars Express dell'ESA il 6 agosto 2020 durante l'orbita 20982. La risoluzione al suolo è di circa 15 m / pixel e le immagini sono centrate a circa 19 ° E / 37 ° S. Credito: ESA / DLR / FU Berlin

Una nuova immagine del Mars Express dell’ESA ci mostra un aspetto davvero particolare di Marte. Siamo abituati a vedere immagini che mostrano crateri sul Pianeta Rosso, ma questa volta l’orbiter dell’ESA ha individuato ben tre antichi crateri sovrapposti sulla superficie dell’arido pianeta.

 

Quando Marte fu bombardato dagli asteroidi

Questa tripletta di crateri si trova in una parte particolarmente antica dell’emisfero meridionale di Marte, a cui è stato dato il nome di Noachis Terra, una regione fortemente craterizzata durante l’era noachiana. Circa 4 miliardi di anni fa, durante quest’epoca, Marte fu bombardato da un enorme numero di asteroidi che lasciarono le loro profonde cicatrici circolari sulla sua superficie.

Alcuni di questi crateri, come i tre sovrapposti fotografati dall’ExoMars, sono dunque le vestigia di questi antichi impatti che ebbero luogo durante i primissimi giorni del Sistema Solare, e che per questo motivo di grande interesse per gli astronomi, alla ricerca di informazioni sul nostro vicino planetario e sulla sua storia.

La maggior parte dei catastrofici impatti dell’era noachiana hanno lasciato i loro segni negli altopiani meridionali di Marte, disseminati di vecchi crateri consumati dal tempo. Il Mars Express dell’ESA ha fotografato numerosi crateri in questa regione, dal Greeley, al Neukum.

 

La tripletta di crateri fotografata dal MarsExpress

Ma questa nuova immagine del MarsEsxpress, ci permette di osservare un triplo cratere appena ad est del Cratere Le Verrier. Il più grande dei tre crateri misura 45 km di diametro, mentre il più piccolo appena 28 km.

Una possibile spiegazione degli eventi che hanno condotto alla formazione di questo cratere triplo è, secondo i ricercatori, la possibilità che la roccia spaziale che ha causato l’impatto, si sia rotta in tre parti prima di toccare il suolo di Marte.

I ricercatori ritengono che questo cratere sia davvero straordinario, in quanto gli asteroidi che si rompono prima di schiantarsi al suolo, difficilmente lasciano le tracce così nette e distinte dei diversi frammenti. Una possibile alternativa sarebbe invece l’impatto di tre diversi corpi celesti, in momenti diversi, che hanno colpito la superficie marziana casualmente nello stesso punto.

 

La storia di Marte ha attraversato un periodo ricco d’acqua

Nelle simulazioni realizzate dai ricercatori, il corpo celeste impattante si è effettivamente rotto, questo probabilmente indica che l’atmosfera di Marte durante l’era noachiana era densa e pesante. Se così fosse stato il Marte dei suoi inizi potrebbe essere stato un pianeta caldo e umido, non come il freddo e arido deserto che osserviamo oggi. Questa potrebbe dunque essere un’ulteriore prova della presenza di fiumi, valli e laghi abbondanti sul Pianeta Rosso.

Come tanti dei crateri di Marte erosi dal tempo, anche i tre crateri siamesi presentano bordi appiattiti, poco profondi e colmi di sedimenti, accumulatesi nei 4 miliardi di anni trascorsi dalla loro formazione. Inoltre i ricercatori ritengono che il cratere più piccolo mostri tracce di erosione tipiche della passate presenza di ghiaccio.

Dall’immagine dell’ESA si nota anche che l’ambiente attorno alla tripletta di crateri è insolitamente liscio per essere un terreno così antico. Vi sono infatti solo poche tracce di crateri più recenti. I ricercatori ritengono dunque che i crateri più antichi dell’era noachiana, si siano “sciolti” nella superficie, un fenomeno che è dovuto al ghiaccio.

Il ghiaccio appena sotto la superficie di Marte infatti scorreva e si è sciolto per molti milioni di anni, rendendo il suolo più morbido. Questo terreno soffice e ricco di ghiaccio riempie più velocemente rientranze e depressioni, cancellando le antiche tracce dei crateri noachiani. Questo suggerisce che un tempo su Marte vi era un’abbondanza d’acqua. Una quantità tale da provocare dei flussi di ghiaccio simili a quelli dei grandi ghiacciai terrestri.

Ancora una volta dunque, aggiungiamo una piccola tessera all’immenso mosaico del nostro vicino planetario, la cui storia ci affascina e permette di scoprire dettagli anche sulla storia della Terra e sul suo futuro.

Ph. Credit: Credito: ESA / DLR / FU Berlin