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La Slovacchia, una paese di 5,4 milioni di abitanti, durante il fine settimana ha portato avanti un progetto particolare, testare quasi tutta la popolazione. Il risultato è stato raggiunto con oltre i due terzi, ovvero 3.6 milioni di persone. Di questi, solamente 38.359 sono risultati effettivamente positivi al virus, ovvero l’1.06%.

Le parole del primo ministro slovacco in seguito alla riuscita del progetto, Igor Matovic: “Abbiamo fatto un grande balzo in avanti. Ma non dovremmo pensare che a causa di questo 1%, ora va tutto bene. Non lo è. In realtà, fino al 2% dei nostri abitanti potrebbe essere infettato. Non è affatto una buona situazione.”

Il motivo di questo affermazione riguarda il tipo di test scelto, quello dell’antigene. A differenze dei normali test nasali, questi danno un risultato molto più in fretta, ma risultano anche essere meno affidabili lasciando così spazio per molti falsi negativi. Detto questo, il paese ha in mente di riproporre il test a tutta la popolazione anche per il prossimo fine settimana.

 

Coronavirus: lo sforzo della Slovacchia

Il paese in questo non è il primo ad aver effettuato uno sforzo del genere. Altri lo hanno fatto, ma si tratta di piccoli stati come il Lussemburgo. Detto questo, anche grandi città ci hanno provato, come Wuhan ovvero quello che viene definito come l’epicentro della pandemia; c’è da dire che per quanto riguarda i numeri rilasciati dalla Cina, ci sono comunque dei dubbi.

In ogni caso, il progetto non è stato accolto da tutti come una nota positiva. Soprattutto l’Associazione slovacca dei medici di base ha sottolineato come per raggiungere l’obiettivo di testare una parte così grande della popolazione, si sono ignorate le linee guida pensate per ridurre il contagio, come il distanziamento sociale.

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