gambero estinto
Un olotipo dello strano nuovo fossile, Kylinxia zhangi. Credito: D.-Y. Huang e H. Zeng

Il Cambriano fu un periodo in cui gli oceani della Terra erano popolati da strane creature segmentate che nuotavano nelle acque primordiali degli oceani e dei mari. Tra di essi vi era anche una strana creatura dall’insolito aspetto, un curioso gambero estinto che ha permesso ai ricercatori di fare nuova luce sull’evoluzione degli artropodi.

 

Gli oceani del Cambriano erano dominati dagli artropodi

Nel corso di milioni di anni l’evoluzione ha trasformato le creature oceaniche del Cambriano nei moderni artropodi come gamberi, granchi, ragni, scorpioni e insetti. Ma 500 milioni di anni fa non avevano di certo l’aspetto che hanno oggi. Erano molto più primitivi e meno complessi.

I loro tratti fisici e i piani corporei erano decisamente più semplici rispetto ai loro moderni discendenti. Tra questi primitivi artropodi vi erano animali come l‘Opabinia lunga poco meno di un metro, con ben 5 occhi, posizionati in equilibrio su strutture simili a steli ed una bocca a forma di proboscide di elefante. Oppure i radiodonti, animali curvi e segmentati provvisti di numerose appendici ricurve.

 

Kylinxia zhangi, una nuova specie di gambero vissuta 500 milioni di anni fa

Grazie alla scoperta e allo studio di un nuovo fossile, i ricercatori hanno aggiunto una nuova specie alla lista di artropodi che nuotavano negli oceani del Cambriano. Si tratta di una sorta di gambero estinto che presentava caratteristiche simili sia all’opabinia che al radiodonte, assieme ad altre caratteristiche peculiari. A questa nuova specie i ricercatori hanno assegnato il nome di Kylinxia zhangi. Il nome di questo particolare artropode del cambriano trae ispirazione dal Kylin, una chimera mitologica cinese.

In questo nuovo studio, pubblicato su Nature, i ricercatori hanno mostrato tutte le caratteristiche di questa nuova specie. Questo gambero estinto sembra essere un mix di tratti fisici di altre specie e presenta alcune caratteristiche particolari. Il K. Zhangi possiede infatti 5 occhi, posizionati su appendici ricurve come le opabinie e presenta anche uncini ricurvi e spinosi che si estendono verso l’alto dalla parte anteriore del suo corpo, come una sorta di artigli, simili a quelli dei radiodonti.

Inoltre il suo corpo coriaceo sembra renderlo un animale blindato. Dallo studio del fossile i ricercatori hanno infatti stabilito che questo gambero estinto possedesse uno scudo coriaceo a protezione della testa ed un corpo corazzato e segmentato munito di appendici simili ad artigli lungo il guscio.

 

Questo gambero estinto potrebbe essere la chiave per comprendere l’evoluzione degli artropodi

Questa nuova scoperta dunque fornisce nuove informazioni che sono di aiuto ai ricercatori per la comprensione dei collegamenti filogenetici tra gli artropodi del Cambriano e come alcune delle loro caratteristiche siano sopravvissute nel corso dell’evoluzione e siano ancora oggi presenti nei granchi e negli insetti.

Le particolari caratteristiche del suo corpo lo rendono la testimonianza di un momento cruciale nell’evoluzione di questi antichi animali. La K. zhangi può infatti essere considerata una specie di “transizione”, in grado di far luce sui rapporti evolutivi tra gli altri animali vissuti contemporaneamente ad essa.

Secondo Diying Huang, professore dell’Istituto di geologia e paleontologia di Nanchino, e coautore dell’articolo, questi diversi gruppi di artropodi, vissero contemporaneamente nelle acque oceaniche del cambriano e potrebbero avere avuto origine da uno stesso antenato comune.

I ricercatori hanno condotto un’analisi filogenetica per cercare di ricostruire, sulla base della sua strana fisiologia, il percorso evolutivo di questo strano e mostruoso gambero estinto tra gli artropodi.

Le appendici spinose di K. Zhangi, simile a quelle dei radiodonti, ma capovolte come quelle di un altro artropode, il Megacheira, con cui condivide una certa somiglianza anche nel corpo, hanno portato i ricercatori a credere che Radiodonta e Megacheira abbiano ereditato le loro appendici da un antenato comune, piuttosto che evolversi indipendentemente nelle due famiglie.

L’aggiunta di K. zhangi all’albero filogenetico degli artropodi, getta dunque una nuova luce sull’evoluzione degli artropodi moderni. Data la posizione analoga sul corpo, i ricercatori ritengono dunque che le appendici spinose dei Megacheira, le pinze boccali di scorpioni e ragni e le antenne delle api, possano essersi tutte evolute da una o più creature antiche con una struttura simile.

Ph. Credit: D.-Y. Huang e H. Zeng – Nature