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Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, attualmente sono sei i paesi che hanno segnalato focolai negli allevamenti di visoni. Si tratta di Danimarca, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Svezia e Stati Uniti. La presenza del coronavirus in questi animali risulta un’emergenza nell’emergenza. Questa specie risulta essere molto suscettibile al virus e nel frattempo, in Danimarca, è comparso un ceppo nuovo del SARS-CoV-2.

Il nuovo ceppo ha già infettato diverse persone nel paese che ha scelto di intensificare i divieti e mettere in lockdown la parte settentrionale. Gli esperti sono preoccupati perché la diffusione di quest’ultimo potrebbe andare a rendere i vaccini attualmente in sviluppo meno efficaci, o addirittura inutili.

Il rischio è così alto e grave che è stato ordinato l’abbattimento di milioni e milioni di visioni, tra i 15 e 17 milioni per essere un po’ più precisi. Altro aspetto che rende la situazione pericolosa è il fatto che le conosce in merito sono molto poche.

 

Coronavirus: l’allarme visoni

Parte di una dichiarazione fatta dall’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite: “Rimane una preoccupazione quando un virus animale si diffonde nella popolazione umana, o quando una popolazione animale potrebbe contribuire ad amplificare e diffondere un virus che colpisce l’uomo.”

Questa emergenza in realtà si sta tirando indietro fin dai primi mesi della pandemia. A maggio erano stati abbattuti diversi milioni di esemplari, ma non è poi stato fatto altro. Siamo arrivati ora con la situazione che sta peggiorando di giorno in giorno e di conseguenza anche i paesi hanno iniziato a prendere provvedimenti. Nel Regno Unito hanno messo un divieto di entrata ai viaggiatori provenienti dalla Danimarca mentre i Paesi Bassi ha deciso di chiudere definitivamente gli allevamenti di visoni.

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