Covid-19 cellule T

Un nuovo studio inglese ha rilevato che avere un alto tasso di linfociti T che rispondono al Covid-19 potrebbero essere sufficienti per offrire protezione contro le infezioni. Si ritiene che i linfociti T siano essenziali per proteggere dalle infezioni e potrebbero fornire un’immunità a lungo termine rispetto agli anticorpi.

Lo studio basato su quasi 3.000 persone, ha rilevato che nessun partecipante con un’elevata risposta delle cellule T ha sviluppato un’infezione sintomatica da Covid-19, quando i ricercatori li hanno seguiti. Questo suggerisce che gli individui con un numero maggiore di cellule T possono avere un certo livello di protezione da Covid-19, anche se sono necessarie ulteriori ricerche per confermarlo.

 

Covid-19, le cellule T sufficienti per proteggere dal virus

L’importanza delle cellule T nella risposta immunitaria potrebbe significare che i test sierologici per rilevare gli anticorpi non dipingerebbero un quadro completo di chi ha minor rischio di infezione nella popolazione. I ricercatori hanno anche affermato che i livelli di cellule T reattive sono diminuiti con l’età, specialmente in assenza di anticorpi, forse spiegando perché le persone anziane sono più a rischio di Covid-19 rispetto ai giovani.

Gli scienziati hanno inoltre osservato l’immunità delle cellule T non solo nei malati di Covid-19 positivi al tampone, ma anche in molti dei familiari asintomatici esposti al contagio. In ogni caso, essi concludono che lo studio non necessariamente ci avvicina all’immunità di gregge e che sono necessarie altre analisi per capire se le cellule T siano in grado di bloccare completamente il virus o se possono proteggere un soggetto dall’ammalarsi, ma non impedirgli di trasmettere l’infezione.

Il team che ha svolto lo studio è stato arruolato dal Governo della Gran Bretagna per fornire test in grado di individuare un candidato vaccino per la lotta contro il Covid-19. Bisogna conoscere quanto più possibile il Covid-19 per cercare di contrastarlo e liberare, così, il mondo dalla morsa angosciosa della pandemia.

Foto di Polina Tankilevitch da Pexels