pinguini, droni

I ricercatori in Antartide sono sempre messi a dura prova dalle estreme condizioni meteo e spesso il loro lavoro è messo a dura prova da pioggia, neve e venti violenti, ad una temperatura davvero proibitiva. Il meteo in Antartide spesso condiziona infatti i ricercatori che studiano le colonie di pinguini di Adelia.

 

Mappare le coppie nidificanti di pinguini di Adelia

Per mappare la posizione di più di 300.000 coppie nidificanti di pinguini di Adelia, i ricercatori si avvalgono dell’utilizzo di elicotteri e droni pilotati a mano, ma il meteo spesso non lascia molto tempo per alzarsi in volo e con questi metodi sono necessari alcuni giorni per portare a termine la mappatura.

Adesso invece i ricercatori hanno sviluppato un nuovo metodo che gli permetterà di completare il lavoro nelle brevi finestre meteorologiche che permettono il volo. Si tratta di un nuovo algoritmo che permetterà ai droni di completare il loro lavoro in soli 3 ore.

 

Un nuovo sistema che esclude il pilota umano

Fino ad ora venivano pilotati a mano dei singoli droni in volo su strisce parallele di terreno, andando avanti e indietro. Ma il nuovo algoritmo, chiamato POPCORN, renderà tutto più semplice e programmerà i droni impostando automaticamente la rotta dei droni, permettendone il passaggio di più droni sulla stessa area, evitando che si scontrino. E nel rispetto di tutte le rigide regole sullo spazio aereo.

Questa nuova tecnologia dunque, esclude il pilota umano, rendendo molto più veloce il lavoro, in quanto più droni possono volare contemporaneamente. Inoltre ha permesso ai ricercatori di registrare filmati mozzafiato dei movimenti delle colonie di pinguini, che cambiano in risposta ai mutevoli modelli di ghiaccio marino.

 

Una tecnologia che non riguarda solo i pinguini

Ora questa stessa tecnologia potrà essere utilizzata anche in altri ambiti, come il conteggio delle mandrie di bestiame o la gestione degli incendi. I soccorritori potrebbero infatti utilizzare questo sistema per fare un rapido sopralluogo e valutare le condizioni e le zone maggiormente a rischio.

Foto di melissa2760 da Pixabay