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Non è la prima volta che nel corso di questa pandemia siano state trovate tracce del virus negli alimenti. I casi sono stati molti, ma spesso ce ne se dimentica. È un problema, un problema soprattutto se si cerca di evitare di far ripartire i contagi. Negli ultimi giorni in Cina hanno trovato la presenza di coronavirus in diverse partite di carne congelata proveniente da diversi paesi.

Altro aspetto preoccupante è proprio il fatto che la loro provenienza non era la stessa. Apparentemente i prodotti in questione, prevalentemente carne di manzo e di maiale, arrivavano dal Brasile, dalla Nuova Zelanda e dalla Bolivia. Per quanto riguarda i due paesi sudamericani non c’è niente da che stupirsi visto che sono stati paesi pesantemente colpiti dalla pandemia. Al contrario, la Nuova Zelanda è considerato un paese sicuro visto i meno di cento casi registrati in due mesi.

 

Coronavirus: la presenza del virus negli alimenti

In seguito a tale ritrovamento, tutte le persone che sono entrate in contatto con questi prodotti in Cina sono stati testati. Si tratta di più di 7.500 persone e nessuna di questa sembra essere risultata positiva.

Ormai in Cina sono abituati a fare questo tipo di controlli. Solo la settimana scorsa avevano intercettato gamberetti con tracce di virus provenienti dalla Arabia Saudita, manzo dal Brasile e dell’Argentina, il tutto diretto verso province diverse del paese. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il rischio di venire contagiati tramite la carne congelata è molto basso, ma nessuno vuole rischio di vedere gli sforzi fatti finora andare in fumo per scarsa attenzione.

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