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Ancora una volta la necropoli di Saqqara in Egitto si rivela un sito ancora tutto da esplorare. Nelle scorse settimane gli archeologici hanno portato alla luce una collezione di ben 100 bare intatte appartenenti alla ventiseiesima dinastia. Insieme a essere c’erano anche maschere funerarie d’oro e una collezione di altre 40 statue di legno della dea Ptah Soker.

Queste bare sono state trovate in tre pozzi da 12 metri ciascuno che erano chiusi da più di 2.500 anni. Quasi tutte risultano essere perfettamente conservate, intatte, dipinte, ma soprattutto ancora sigillate, sintomo che nessun profanatore le ha raggiunte in precedenza.

Le parole di Khaled El-Enany, ministro del turismo e delle antichità dell’Egitto: “È una grande scoperta nel 2020, ma non è l’ultima. Abbiamo scoperto solo l’uno per cento delle antichità sepolte nella necropoli di Saqqara.”

 

L’Egitto e i suoi tesori sepolti

Questa scoperta di bare non è la prima fatta quest’anno a Saqqara. I lavori non si sono mai fermati nonostante la pandemia e già diverse settimane era stato trovato un altro gruppo sempre nascosto all’interno di un pozzo funebre. Era ottobre ed erano state trovate 59 bare dipinte appartenenti sempre alla stessa dinastia. Si tratta di alti funzionari e di sacerdoti, a sottolineare che Saqqara è un luogo sacro dove i ricchi e i potenti volevano essere sepolti.

La dichiarazione del segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, Mostafa Waziry: “Questo è quello che ci aspettavamo; le bare erano ben sigillate, nessuna reazione chimica, niente aria all’interno, niente, ecco perché è tutto in perfette condizioni di conservazione.”

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