Frammentazione

La disgregazione continentale segue quella del supercontinente Pangea, frammentatosi circa 200 milioni di anni fa. Oggi, un team di ricercatori del Virginia Polytechnic Institute e della State University (Virginia Tech) prevede che l’Africa si frantumi in numerosi blocchi tettonici di diverse dimensioni. La frammentazione creerà un nuovo bacino oceanico e colpirà anche il Madagascar, causando la suddivisione della terraferma in isole più piccole.

 

La possibile frammentazione dell’Africa e le sue conseguenze

La dottoressa Sarah Stamps e i suoi colleghi hanno presentato i risultati sulla rivista Geology. La buona notizia è che la frammentazione non avverrà nel breve periodo. I geologi stimano che la formazione di un nuovo oceano in Africa possa richiedere dai 5 ai 10 milioni di anni; tuttavia, i segni di questo processo sono già osservabili in luoghi come l’Etiopia, dove nel 2005 si formò nel terreno una spaccatura lunga 56 km.

Una simile frattura si verifica ad opera di forze che si estendono in profondità nel sottosuolo, allungando lo strato litosferico della Terra fino a provocarne la rottura. La dottoressa Stamps spiega che il tasso di rottura attuale è di pochi millimetri all’anno, quindi ci vorranno milioni di anni prima che si formino nuovi bacini oceanici, e precisa che l’estensione è più rapida al nord, quindi saremo fra i primi ad assistere a questo fenomeno.

La studiosa aggiunge che la maggior parte degli studi precedenti indica che l’estensione è localizzata in zone ristrette intorno a piccole placche, che si muovono indipendentemente dalle placche tettoniche più grandi. La ricerca ha rilevato che la disgregazione continentale è molto più complessa ed estesa di quanto si pensasse in precedenza.

In una particolare regione, ad esempio, i ricercatori hanno individuato un’estensione di 600 km, che comprende un territorio che va dall’Africa orientale ad alcune zone del Madagascar. I risultati mostrano che l’isola si sta attivamente disgregando e, cosa ancor più interessante, che il Madagascar meridionale si muove su una placca tettonica mentre il Madagascar centrale si muove su una placca separata.

Ph. credits: Foto di Gerd Altmann da Pixabay