Google Foto

Google Foto potrebbe essere il miglior prodotto che l’azienda abbia mai rilasciato, ma proprio la settimana scorsa Google ha comunicato che il servizio di backup fotografico illimitato non sarebbe più stato gratuito (con alcune esclusioni specifiche), spingendoci tutti verso i piani di archiviazione a pagamento di Google One: l’anno prossimo, dopo l’entrata in vigore della nuova politica, potremmo non disporre più del nostro solito spazio di archiviazione. Alla luce di questa novità, siamo curiosi conoscere altri modi per effettuare il backup delle foto sul telefono.

 

A mali estremi, estremi rimedi: le alternative a Google Foto

Anche se questo utilissimo servizio è probabilmente onnipresente, dato che viene fornito con la maggior parte dei telefoni, è gratuito ed è semplice da usare, ci sono numerose alternative in concorrenza tra loro, fra cui alcune potenzialmente sconosciute che vale la pena provare. I più famosi provider di spazio di archiviazione in cloud, come Dropbox e OneDrive di Microsoft, consentono di eseguire il backup delle foto con la stessa facilità con cui permettono di caricare altri file; recentemente si è aggiunto all’offerta il servizio di Amazon Photos, che fornisce uno spazio di archiviazione illimitato per foto ad alta risoluzione ai possessori di un account Prime.

Samsung offriva questo servizio con Samsung Cloud, ma a settembre ne ha annunciato la chiusura. È anche possibile trovare una soluzione personalizzata utilizzando strumenti come DS photo di Synology e un NAS. Per gli utenti più esperti o che vogliono approfondire l’argomento, esistono servizi come il sistema di backup di foto/caricabatterie wireless iXpand di SanDisk. Naturalmente, molti utenti possiedono un iPhone e probabilmente sfruttano lo spazio iCloud di Apple, e ci sono certamente altre soluzioni di cui la maggior parte di noi non ha nemmeno sentito parlare. Possiamo quindi dire che, sebbene questa notizia lasci spiazzati quasi tutti, non si correrà il rischio di non poter più salvare le foto nel cloud.

Ph. credits: Foto di Gerd Altmann da Pixabay