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La seconda ondata ha colpito in pieno l’Europa e in certi paesi è già passata e anche nel nostro la situazione sembra migliorare giorno dopo giorno, perlomeno per quanto riguarda i nuovi contagi e le nuove ospedalizzazioni. Negli Stati Uniti e in parti dell’Asia il discorso è diverso e il numero di infezioni da coronavirus sta aumentando. Sono diversi i motivi dietro a questi numeri tra cui la psicologia.

Secondo un recente studio condotto da Melissa Auerbach, assistente professore di psicologia alla Temple University, il motivo è legato allo scarso autocontrollo delle persone. Questa mancanza ha portato molti a ignorare le poche regole atte a ridurre i contagi.

Le parole della ricercatrice: “Le persone hanno risorse mentali limitate per l’autocontrollo. Abbiamo tutti questi fattori che riducono l’autocontrollo, come la recessione, la pandemia, e non siamo in grado di socializzare come eravamo soliti. Tutto questo è molto al di fuori della nostra timoneria in termini di come normalmente affrontiamo l’autoregolamentazione e l’autocontrollo di comportamenti.”

 

Coronavirus: l’autocontrollo e l’aumento dei contagi

Ci sono anche altre spiegazione dietro l’adozione di comportamenti a rischio. È stato visto come le persone che durante la pandemia hanno anche solo una volta portato avanti questo genere di comportamenti senza poi ammalarsi, come andare in un posto mediamente affollato senza mascherina, allora finiscono per rifarlo senza paura.

Come funziona con i bambini, anche assistere a una persona in vista, soprattutto politici, favorisce l’imitazione. Al tempo stesso, spesso e volentieri, il numero dei morti risulta essere qualcuno di troppo astratto per avere un’influenza. Al contrario, nel momento un proprio conoscente o familiare si ammala, tutto cambia.

Ph. credit: EuroNews