Nascita della Luna

Gli astronomi hanno fatto un passo avanti verso la scoperta del modo in cui potrebbe essere avvenuta la nascita della Luna, a seguito di una gigantesca collisione tra la Terra e un altro oggetto massiccio, verificatasi 4,5 miliardi di anni fa.

 

Le simulazioni al supercomputer possono far luce sulla misteriosa nascita della Luna

Utilizzando il supercomputer DiRAC High-Performance Computing, i ricercatori della Durham University, nel Regno Unito, hanno eseguito alcune prove che simulavano l’invio di un pianeta delle dimensioni di Marte, chiamato Theia, in collisione con la Terra.

Queste simulazioni hanno prodotto un corpo orbitante che potrebbe potenzialmente trasformarsi in un oggetto simile alla Luna. Naturalmente, i ricercatori si mostrano molto cauti e affermano che questa non è una prova definitiva dell’origine della Luna, ma aggiungono che potrebbe essere una fase promettente per capire la probabile nascita del nostro satellite.

I risultati appaiono sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Si pensa che la Luna si sia formata durante una collisione tra la Terra e Theia, che gli scienziati ritengono possa essere stato un antico pianeta del nostro sistema solare, dalle dimensioni simili a quelle di Marte.

I ricercatori hanno eseguito le simulazioni per tracciare il materiale proveniente dalla Terra e da Theia nei quattro giorni successivi alla loro collisione, quindi hanno eseguito altre simulazioni dopo aver fatto ruotare Theia come una palla da biliardo. La collisione simulata ha prodotto risultati diversi a seconda delle dimensioni e della direzione della rotazione iniziale di Theia.

Da un lato, la collisione ha fuso i due oggetti insieme, mentre dall’altro si è verificato un rapidissimo urto radente. È importante notare che la simulazione in cui Theia non ha subito alcuna rotazione ha dato come risultato un grumo di materiale autogravitante con una massa pari all’80% circa di quella della Luna, mentre dopo l’aggiunta di una lieve rotazione si è formato un altro corpo simile alla Luna.

Ph. credits: Sergio Ruiz Bonilla – Durham University