2020, anno cancellato dal times, etichettato come il peggiore

La famosa rivista statunitense, Time, ha cancellato sulla sua copertina il 2020, etichettandolo come “il peggior anno di sempre”. Così una grande X rossa vorrebbe eliminare questo anno maledetto che a molti è costato la vita e a molti altri è costato il lavoro, la stabilità e l’indipendenza economica.

 

Il 2020, un anno da cancellare

Sulla rivista l’editoriale di Stephanie Zacharek, parla dell’anno che sta per concludersi come il peggiore vissuto dalla maggior parte di noi. Questo perché solo i centenari ricorderebbero eventi come la Prima Guerra Mondiale e l’epidemia di spagnola, bisogna avere almeno 90 per aver vissuto la Grande Depressione e 80 per la Seconda guerra mondiale. Ciò significa che la maggior parte di noi non ha vissuto questi eventi e così il 2020 rappresenta di gran lunga l’anno peggiore mai vissuto da tutti quelli che hanno meno di 80 anni.

La critica cinematografica statunitense racconta il 2020 come una storia che non vorremmo “mai rivedere. Se il 2020 fosse un film distopico, lo avremmo interrotto dopo 20 minuti”.

Un anno iniziato con catastrofi ambientali, incendi in Australia e terremoti. A questi si aggiungono alluvioni, tornado e tifoni un po’ più forti del solito, a causa del cambiamento climatico.

L’incrinarsi del rapporto uomo natura ha condotto anche ad uno sfrenato scioglimento dei ghiacci polari che, soprattutto al Polo Nord, tardano a riformarsi anche se siamo già verso l’inverno.

I poli so sciolgono, così come la Siberia dove il permafrost si buca e rilascia ancora più anidride carbonica. Le antiche piattaforme glaciali si spaccano, il livello del mare cresce e le acque oceaniche si riscaldano. Di conseguenza i coralli muoiono e le barriere coralline perdono la loro vita, il loro colore e la loro magia.

 

La pandemia e lo stravolgimento della “normalità”

A tutto questo ai aggiunge la grave pandemia di Covid-19, partita alla fine del dicembre 2019 ed esplosa nei primi mesi del 2020. Una pandemia che ha portato alla morte di circa 1.5 milioni di persone in tutto il mondo, che ci ha chiuso in casa, privato della libertà e, in molti casi, anche del lavoro e della possibilità di fare progetti per il futuro.

Un piccolo, microscopico virus, il SARS-CoV-2, da un animale è passato all’uomo e da uomo ad uomo, sconvolgendo il nostro sistema di cose e di abitudini. Un segno che la natura ci invia? Una catastrofe annunciata? Un atto voluto? Non lo sappiamo, forse non lo sapremo mai, ma rimane il fato che ha profondamente cambiato il nostro mondo e che la normalità come la conoscevamo, non tornerà forse mai più.