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La Svezia continua a risultare uno dei paesi più controversi nel momento in cui si parla della lotta al coronavirus. La scelta iniziale di sperare di andare incontro a un’immunità di gregge evitando una quarantena generale non ha funzionato, e per diversi motivi. Nonostante questo, l’atteggiamento del governo non è cambiato radicalmente, anzi. Il risultato è che attualmente le terapie intensive della capitale sono piene al 99%.

Attualmente praticamente tutti i letti sono stati occupati, poco più della metà da pazienti Covid-19 e per l’altra metà da malati con altre patologie. Neanche nei picchi della prima ondata si erano registrati questi numeri nonostante l’aumento effettivo dei posti a disposizione effettuato proprio mesi fa.

Si tratta di 83 pazienti, il che può sembrare poco, ma sono 83 persone che si trovano in una situazione di salute molto grave e che anche una volta guariti si potrebbero portare dietro i segni del Covid. A questi si aggiungono comunque tutti gli altri malati contagiati dal virus degli altri reparti.

 

Coronavirus: la situazione in Svezia

Le limitazioni in Svezia ci sono, ma non sono restrittive come si possa pensare visto l’alto numero di nuovi contagi. Si parla di 20.000 nuovi malati in appena quattro giorni, per una popolazione totale di poco più di 10 milioni.

Attualmente le linee guida risultano essere simili a quelli di altri paesi messi in condizioni più stabili come un divieto della vendita di alcool dopo le 22 e insegnamento a distanza. Nel frattempo però le autorità sanitarie si sono sentite di consigliare agli svedesi di evitare di dare vita ad assembramenti durante lo shopping per le feste o fermarsi in un bar dopo il lavoro.

Ph. credit: The Local