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Ricercatori alla foce del sistema di grotte di São Vicente. Credito: Adriano Gambarini

Uno studio su alcuni pesci elettrici di un’area remota del bacino amazzonico brasiliano ha permesso di scoprire alcune sorprendenti caratteristiche di questo pesce incredibilmente raro, compresi i suoi incredibili adattamenti alla vita nelle caverne. Un adattamento che si è evoluto nel corso di decine di migliaia di anni, e che ha rivelato una caratteristica mai osservata nei pesci elettrici, la loro capacità di interagire tra loro anche a grandi distanze.

 

I pesci elettrici delle caverne: i pesci dell’oscurità

Secondo i ricercatori, questa particolare e rara specie di pesce elettrico, la Eigenmannia vicentespelea, si è evoluta nelle caverne a partire da una specie affine che invece vive in superficie all’aperto, proprio fuori alle caverne, la Eigenmannia trilineata.

Tra gli adattamenti di questo pesce elettrico alla vita nelle buie cavarne, vi è la perdita della pigmentazione e della vista e l’acquisizione di organi elettrici leggermente più potenti, in grado di migliorare la percezione delle prede il modo in cui percepiscono la preda e la comunicazione nell’oscurità assoluta.

 

La preziosa comunicazione a distanza

Lo studio, ha descritto nel dettaglio come i pesci elettrici utilizzino un canale speciale per comunicare a lunga distanza attraverso i cambiamenti nell’ampiezza d’onda dei segnali elettrici inviati l’uno all’altro.

Eric Fortune, autore principale dello studio e biologo presso il New Jersey Institute of Technology (NJIT), ritiene che “una delle grandi domande sui pesci che si adattano con successo alla vita nelle caverne è come si adattano all’assenza di luce. Sembra che usare il loro senso elettrico per rilevare le prede e comunicare tra loro sia piuttosto prezioso per questi pesci e che abbiano una maggiore intensità del campo elettrico. È interessante notare che la nostra analisi dei loro campi elettrici e dei loro movimenti mostra che possono comunicare a distanze di metri, il che è molto per dei pesci lunghi solo 10 cm.”

 

Uno studio unico nel suo genere: osservare i pesci elettrici in natura per giorni nelle remote aree amazzoniche

Daphne Soares, professoressa associata di biologia del NJIT e coautore dello studio spiega inoltre che “questa è la prima volta che siamo stati in grado di monitorare continuamente, e per diversi giorni, il comportamento dei pesci delle caverne nel loro ambiente naturale. Abbiamo acquisito una visione approfondita del loro sistema nervoso e degli adattamenti specializzati per la vita nelle caverne. Ed è altrettanto emozionante apprendere quanto sono socievoli e chiacchieroni tra loro”.

Per l’indagine, i ricercatori del NJIT e della Johns Hopkins hanno collaborato con la biologa Maria Elina Bichuette dell’Università Federale di São Carlos, lavorando assieme nel remoto sistema di grotte di São Vicente II, che si trova nel bacino del fiume Tocantins, nel Brasile centrale.

I ricercatori hanno lavorato per diversi giorni con una tecnica creata appositamente per la localizzazione dei pesci elettrici, Si tratta di posizionare delle griglie di elettrodi negli habitat acquatici di questi pesci per registrare e misurare i campi elettrici generati da ciascun esemplare. In questo modo il team è riuscito ad analizzare i movimenti dei pesci e la loro socializzazione basata sull’elettricità interazioni.

 

Dei pesci chiacchieroni

I ricercatori sono stati in grado di monitorare più di 1.000 eventi di interazioni in soli 20 minuti di registrazione su popolazioni di pesci elettrici sia di superficie che di grotta, scoprendo centinaia di scambi specializzati a lunga distanza.

Fortune afferma che questo studio mostra che “i pesci parlano tra loro a distanza attraverso l’elettricità utilizzando un canale segreto nascosto, modulazioni di ampiezza che emergono attraverso la somma dei loro segnali elettrici. Non è diverso da come funziona una radio AM, che si basa sull’ampiezza e le modulazioni del segnale radio.”

Le registrazioni hanno anche mostrato che la forza delle scariche elettriche nel pesce delle caverne era circa 1,5 volte maggiore di quella delle specie di superficie nonostante il grande dispendio di energia. I pesci delle caverne infatti, sono risultati essere in possesso di organi elettrici relativamente più grandi.

Inoltre gli esemplari di specie delle caverne erano più sociali e territoriali in qualsiasi momento della giornata, a differenza dei loro cugini di superficie che dormono di giorno e si nutrono di notte. Il pesce delle caverne sembra non avere un ciclo giorno-notte.

Ph. Credit: Adriano Gambarini