Robot acquatico

I ricercatori della Northwestern University hanno ideato un nuovo robot che ha l’aspetto e il comportamento di un piccolo animale acquatico ed è in grado di svolgere diverse funzioni, tra cui spostare oggetti, catalizzare le reazioni chimiche, somministrare farmaci e molto altro ancora. Questo nuovo robot acquatico è realizzato in un materiale morbido che ricorda la buccia di limone; si tratta di un materiale costituito per il 90% da acqua, che contiene uno scheletro di nichel che può cambiare forma in risposta ai campi magnetici esterni.

 

Come funziona questo rivoluzionario mini robot acquatico

Questi robot sono molto piccoli, delle dimensioni di una moneta da un centesimo, ma sono in grado di svolgere una varietà di compiti piuttosto ampia; possono camminare alla stessa velocità di un essere umano medio, raccogliere e trasportare oggetti. Il loro funzionamento si basa sull’aspirazione o espulsione dell’acqua attraverso i loro componenti morbidi, e possono rispondere alla luce e ai campi magnetici grazie al loro preciso design molecolare. In sostanza, la loro struttura molecolare è tale che, quando la luce li raggiunge direttamente, le molecole che li compongono espellono l’acqua, facendo irrigidire gli arti del robot come se fossero muscoli.

Quindi, è possibile applicare dei campi magnetici per far muovere le gambe, grazie allo scheletro di nichel ferromagnetico di cui il robot è dotato. L’uso congiunto di luce e campi magnetici, oltre ad un calcolo altamente accurato, può produrre un movimento molto preciso lungo i percorsi desiderati. I ricercatori che hanno creato questo piccolo robot prevedono versioni future ancora più piccole, tanto da poter operare a livello microscopico, magari per applicazioni che includono la somministrazione mirata di farmaci. In teoria, sarebbe anche possibile programmare questi automi per farli lavorare insieme in una disposizione simile a quella di uno sciame, che permetterebbe loro di gestire compiti più importanti, come l’applicazione di una sutura in caso di lesioni.

Ph. credits: Northwestern University