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Il 13 dicembre si celebra la festa di Santa Lucia di Siracusa, patrona dei poveri, dei ciechi, dei bambini malati e delle città. In particolare, della città di Siracusa, dove nacque nel 283.

 

Santa Lucia: storia di una santa ammirata da tutti

Santa Lucia è nata in una famiglia siciliana e cristiana. Quando aveva 6 anni, ha subito la morte di suo padre ed è stata sua madre, Eutiquia, a coltivare il suo amore per Dio e per i più bisognosi.

In tenera età, Lucia si consacrò a Dio ma sua madre voleva che sposasse un giovane di buona reputazione. Tuttavia, quando Eutiquia fu guarita miracolosamente da una grave malattia, permise a sua figlia di rifiutare il matrimonio. Quando il giovane scoprì che Lucia non lo avrebbe più sposato, decise di denunciarla al prefetto della città poiché in quel momento i cristiani erano perseguitati.

Quando Santa Lucia fu arrestata, il prefetto Pascasio ordinò ai suoi soldati di portarla in un bordello per violentarla. I soldati la presero per portarla via, ma per quanto si sforzassero, non riuscirono a spostarla: la giovane donna rimase rigida come una roccia. Dopo aver appreso dell’accaduto, Pascasio le ordinò di essere torturata con olio e pesce bollente, ma non riuscì a farla desistere. Alla fine, incapace di farla soffrire, le cavò gli occhi e le forò la gola.

Da quel momento la sua storia si allarga e diventa la patrona di Siracusa e di chi soffre di problemi alla vista.

 

La festa di Santa Lucia a Siracusa

Il giorno più corto che ci sia bisogna trascorrerlo per Siracusa”, si dice. Quel giorno è il 13 dicembre, data in cui le strade della città di Siracusa si travestono per ricordare la loro Santa Patrona.

Migliaia di fedeli siracusani locali si radunano in città per assistere alla celebrazione del suo cittadino più ricordato. La festa inizia al mattino con una messa in Cattedrale. Poi, al tramonto, si svolge una processione che inizia in piazza Duomo e termina nella Chiesa di Santa Lucia al tramonto. Lì, i parrocchiani si avvicinano alla tomba della santa per pregare e concludere la celebrazione. Quest’anno, in epoca di coronavirus, anche le celebrazioni subiranno sicuramente qualche adeguamento.

In origine si svolgeva la caratteristica novena, accompagnata da una messa e da una processione. Ma nel corso degli anni, le attività non religiose sono state incorporate nelle celebrazioni, come giochi, fiere gastronomiche, falò, fuochi d’artificio e danze.

Photo by Elena Mozhvilo on Unsplash