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E anche l’ultimo tassello dell’ultima missione spaziale della Cina si è concluso con un successo. La navicella che conteneva del fresco materiale superficiale e non della Luna è tornata intatta sulla Terra. È atterrata in una regione interna della Mongolia come previsto dalla China National Space Administration. Si tratta del primo materiale lunare che viene recuperato da oltre 40 anni; l’ultima volta è stato nel 1976 con la missione Luna 24 dell’Unione Sovietica.

Si tratta di un successo senza precedenti per la Cina il cui obiettivo è ridurre la distanza con gli Stati Uniti nell’essere una potenza dell’esplorazione spaziale. La Luna è proprio uno degli obiettivi che si è posta il paese. La precedente missione, Chang’e-4 ha puntato il lato oscuro del nostro satellite, riuscendoci, Chang’e-5 ha invece riportato materiale sulla Terra e ora tutti aspettano Chang’e-6.

 

La Cina, lo spazio e la Luna

Non è un mistero che la Cina voglia puntare a mettere in piedi una colonia lunare, come gli Stati Uniti d’altronde. Entrambi i programmi spaziali dei due paesi hanno già pianificato la tabella di marcia per raggiungere tale risultato, ovvero molto prima del 2030. Sarà interessante vedere come una competizione in tal senso spingere l’esplorazione spaziale a livelli mai visti.

Attualmente gli Stati Uniti partono in svantaggio visto che la missione Artemis è fissata per il 2024, ma si tratta di un piccolo inizio per quanto riguarda la messa in orbita di Gateway, la stazione spaziale orbitante lunare. La Cina invece prevede di mettere in orbita la propria stazione a partire dal 2022, un anticipo notevole che apre la strada all’effettiva colonia sul suolo lunare.

Ph. credit: ScienceAlert