Vaccino cinese

Lo scorso sabato il governo peruviano ha emesso un comunicato in cui dichiara che il Perù ha interrotto i test sul vaccino cinese Sinopharm contro il Covid-19 a causa di un grave effetto collaterale che ha coinvolto uno dei volontari. Il Ministero della Salute ha chiarito che l’evento è sotto inchiesta per determinare se sia realmente legato al vaccino o se vi sia un’altra spiegazione. La Sinopharm, che sta conducendo le sue sperimentazioni in Perù su circa 12000 volontari, avrebbe dovuto completare la prima fase delle sperimentazioni nei prossimi giorni.

 

Per ora il vaccino cinese si chiama ancora lockdown

German Malaga, ricercatore capo presso la Universidad Peruana Cayetano Heredia che partecipa allo studio, spiega che un volontario ha avvertito alcuni sintomi preoccupanti, fra cui una diminuzione della forza delle gambe, che potrebbero essere riconducibili alla sindrome di Guillain-Barré. Nel frattempo, la Cina ha imposto il lockdown a Dongning, città situata nel nord del Paese, e reso obbligatori i test per il coronavirus a Suifenhe, anch’essa al nord, dopo due infezioni locali che hanno coinvolto i lavoratori di una zona portuale e commerciale.

Sempre lo scorso sabato, le autorità hanno dichiarato l’avvio della cosiddetta “modalità guerra”, con la sospensione temporanea dei trasporti pubblici e l’obbligo per chiunque lasci la città di presentare un test per il Covid-19 negativo nelle 24 ore precedenti alla partenza.  Dal canto suo, il non lontano Giappone ha subito oltre 3000 nuove infezioni da coronavirus in un solo giorno, per la prima volta, proprio sabato, mentre la Corea del Sud ha riportato altri 950 casi, il più grande aumento giornaliero dall’emergere della pandemia; crescono i timori per gli ospedali travolti nell’area della capitale.

In un messaggio su Facebook, il presidente Moon Jae-in si è scusato per il mancato contenimento dell’epidemia da parte del suo governo, nonostante mesi di misure che hanno danneggiato l’economia.

Ph. credits: Foto di Reuters