congiunzione giove e saturno, presagio

La grande congiunzione tra Giove e Saturno, che avrà luogo domani sera e sarò visibile già poco dopo il tramonto, è un evento astronomico molto appariscente che si verifica con cadenze regolari. Per questo sin dai tempi antichi è stato considerato nell’astrologia, nella mitologia e come segno del passare del tempo.

Quando i due pianeti sono allineati con il Sole si dice che la congiunzione è eliocentrica; quando invece sono allineati con la Terra la congiunzione viene denominata geocentrica. Poco prima o poco dopo ogni congiunzione eliocentrica si verifica almeno una congiunzione geocentrica. Con periodicità irregolare la congiunzione eliocentrica può dar luogo a fenomeni più spettacolari, in quanto il moto della Terra può determinare il susseguirsi di due o tre congiunzioni geocentriche nel corso di pochi mesi.

 

I cicli delle grandi congiunzioni tra Giove e Saturno

Ogni 794 anni circa (per la precisione 40 congiunzioni), i due pianeti vengono a trovarsi molto più vicino delle altre congiunzioni, quasi da sembrare nel cielo come una stella unica. In astrologia invece si considera importante questo ciclo di 794 anni, in quanto con tre cicli di questo tipo (ovvero ogni 2383 anni), i due pianeti in congiunzione completano un giro nelle costellazioni dello zodiaco.

A causa di calcoli astrologici sui trigoni delle congiunzioni tra i due pianeti, il ciclo in realtà non è di 794 anni precisi, a volte può variare di circa 60 o 120 anni. Ad esempio la congiunzione dell’anno 2000 si è verificata sul confine fra le costellazioni dell’Ariete e del Toro, circa a metà strada fra la congiunzione in Ariete del 1087 (913 anni prima) e quella del 1146 in Toro (854 anni prima). La sua longitudine, invece, era quasi identica a quella della congiunzione del 1206 (794 anni prima). La congiunzione eliocentrica successiva avrà luogo proprio domani, lunedì 21 dicembre 2020.

Già da questa estate infatti i due pianeti si sono trovati vicini nella costellazione del Sagittario e nei mesi successivi la distanza si è ridotta progressivamente fino a che si giungerà alla congiunzione eliocentrica di domani sera.

 

Segnali di grandi cambiamenti

Le congiunzioni che si verificano ogni 794 anni in astrologia vengono chiamate conjunctio maxima, cioè congiunzione “grandissima”, poiché si verificano in prossimità di quello che viene chiamato punto vernale o “punto gamma”, ovvero il punto in cui inizia lo zodiaco.

Secondo Keplero queste grandi congiunzioni si verificano in concomitanza con eventi storici di grande importanza. La prima si sarebbe verificata in occasione della creazione del mondo nella costellazione del Toro (4038 a.C.), la seconda al tempo di Enoch, la terza al tempo di Noè, la quarta fu invece per Mosè, la quinta per Davide, la sesta per Gesù, la settima per Carlomagno e l’ottava nel 1583 per Rodolfo II d’Asburgo, presso il quale Keplero era al servizio come astrologo di corte.

 

La grande congiunzione Giove-Saturno nella mitologia

Le grandi congiunzioni Giove-Saturno da sempre sono state prese in considerazione anche nella mitologia. I due pianeti infatti portano il nome di divinità presenti in molte culture diverse. Ad esempio Giove è anche Zeus o Marduk e Saturno è anche Kronos o Enki. La congiunzioni tra questi due pianeti nella mitologia rappresenta lo scontro e la lotta tra queste divinità.

 

Il mondo arabo e il “piccolo profeta”

Anche gli astrologi arabi avevano attribuito alle congiunzioni tra i due giganti del Sistema Solare, un significato importante. Ad esempio l’astrologo arabo Abu Ma’shar al-Balkhi (805?-886), nella sua opera De Magnibus Conjunctionibus diffuse l’opinione che le grandi congiunzioni Giove-Saturno fossero un presagio di grandi sconvolgimenti religiosi, politici e naturali, fra cui l’arrivo di un “piccolo profeta”. Una teoria confutata anche da altri astrologi del mondo arabo, come Masha’allah ibn Athari e Al Kindi.

Le teorie astrologiche di Abu Ma’shar raggiunsero si diffusero anche in Europa. Soprattutto la teoria dell’arrivo di un “piccolo profeta” venne più volte ripresa e convinse Luca Gaurico e altri astrologi del rinascimento a credere che il profeta annunciato dalla congiunzione fosse Martin Lutero, nato più o meno al tempo di una grande congiunzione nel segno dello Scorpione. Lo stesso Martin Lutero stesso diede credito a questa identificazione.

Lo storico e filosofo arabo Ibn Khaldun, (1332-1406) distinse le piccole congiunzioni (tutte quelle che avvengono ogni venti anni), dalle medie, quelle in cui il trigono cambia triplicità, e dalle grandi congiunzioni, che si verificano quando è completato il ciclo delle quattro triplicità, ovvero quando i due pianeti in congiunzione completano il giro nei segni zodiacali.

Egli riteneva che le piccole congiunzioni fossero presagio di eventi contenuti, come una ribellione o la distruzione di una città. Durante una media congiunzione, ci si poteva aspettare un nuovo pretendente al trono. Mentre le grandi congiunzioni, erano invece il presagio di cambi radicali di dinastie o del crollo di imperi.

Proprio come esempio di questi eventi, Ibn Khaldun racconta del crollo dell’impero persiano e il sopravvento del califfato arabo che si verificò, secondo i suoi calcoli, durante la prima congiunzione nel segno dello Scorpione. Dopo 854 anni il ciclo ricominciò con la nuova congiunzione in Scorpione del 1484, che era stata preceduta di decenni dal crollo dell’impero bizantino. Questi scritti dell’astrologo arabo suscitarono dunque una grande preoccupazione anche in Europa.

 

la congiunzione tra i due giganti ed il vaccino per il coronavirus

Per quanto riguarda invece la moderna astrologia, anche nel 2020 si ritiene che questo evento sia degno di nota. La grande congiunzione si verificherà infatti verso la fine dell’anno e attorno al solstizio d’inverno. Inoltre Giove durante la congiunzione passerà in Acquario insieme a Saturno.

Quindi i due astri, dopo dopo esser stati in congiunzione in un segno di Terra, si troveranno in Acquario e questo potrebbe significare anche un momento importante per il mondo della scienza e delle scoperte, a cui molti associano la possibilità di un vaccino per il coronavirus. Altri invece ritengono che si tratti del segnale che presagisce l’entrata nella famosa Era dell’Acquario.

Ph. Credit: Jean-Luc Dauvergne