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Fin dall’inizio della pandemia c’è stato un aspetto che ha preoccupato molto, soprattutto alla luce di alcuni apparenti casi di reinfezione di persone al coronavirus. Si parla ovviamente dell’immunità al SARS-CoV-2 e secondo un nuovo studio australiano, la durata di quest’ultima dovrebbe essere di 8 mesi in seguito al contagio. La risposta in questo lasso di tempo risulta essere abbastanza forte da contrastare l’agente patogeno.

La chiave di questa difesa è presente nel sangue con gli anticorpi e i globuli bianchi. Lo ha rivelato lo studio che ha preso in esame il sangue di 25 volontari a cui è stata diagnostica la malattia dovuta al coronavirus, il Covid-19. A questi sono stati aggiunti i campioni di altre 36 persone che non hanno avuto nessun contatto con il virus.

Quello che si è visto inizialmente è in linea con altri studi ovvero che le concentrazioni di anticorpi mirati a combattere il SARS-CoV-2 iniziano a sparire dopo una ventina di giorni. Nonostante questo, le cellule bianche “addestrate” a combattere il virus riescono a rimanere nascoste per diversi mesi riuscendo così a fornire una difesa.

 

Covid-19 e immunità

Le parole dell’autore principale dello studio: “Questa è stata una nuvola nera che incombeva sulla potenziale protezione che potrebbe essere fornita da qualsiasi vaccino COVID-19 e dà la speranza reale che, una volta sviluppati uno o più vaccini, forniranno una protezione a lungo termine. Questi risultati sono importanti perché dimostrano, in modo definitivo, che i pazienti infettati dal virus COVID-19 mantengono in realtà l’immunità contro il virus e la malattia”. In sostanza, con il giusto approccio alla pandemia e con l’arrivo dei vaccini si può fermare l’emergenza.

Ph. credit: Veywell Health