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L’Organizzazione Mondiale della Sanità è impegnata in diversi campi per cercare di superare questa emergenza a livello globale. Tra i tanti impegni c’è ovviamente quello di studiare a fondo questo particolare coronavirus, il SARS-CoV-2, e le diverse varianti. Questo impegno è aumentato ultimamente proprio a causa della comparsa di diverse varianti che in alcuni casi stanno già peggiorando la situazione di molto, come nel Regno Unito.

Di recente l’OMS ha indetto una riunione avvenuta online con 1.750 esperti da 124 paesi per discutere su come portare avanti la ricerca e su come colmare i buchi di conoscenza in merito al coronavirus. In aggiunta, hanno cercato di decidere le priorità per quanto riguarda i ceppi emergenti. Per riuscire in questo si sono concentrati su sei tematiche: epidemiologia e modelli matematici, biologia evolutiva, modelli animali, saggi e diagnostica, gestione clinica, terapie e vaccini.

Proprio l’ultimo punto è stato importante. Gli scienziati hanno capito che bisogna capire in fretta come potrebbe cambiare l’impatto dei vaccini da poco sviluppati sulle nuove varianti, ma anche dei pochi trattamenti finora essere risultati validi per la malattia in questione, il Covid-19.

 

Coronavirus: l’impegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

Le parole di Tedros Adhnom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS: “La scienza e la ricerca hanno svolto un ruolo fondamentale nella risposta alla pandemia sin dal primo giorno e continueranno ad essere il cuore pulsante di tutto ciò che fa l’OMS.”

Quelle di Ana Maria Henao Restrepo, capo del programma di ricerca e sviluppo: “Il nostro obiettivo collettivo è quello di anticipare il gioco e disporre di un meccanismo globale per identificare e studiare rapidamente le varianti di preoccupazione e comprendere le loro implicazioni per gli sforzi di controllo della malattia.”

Ph. credit: New York Post