interfacce neurali

Gabe Newell, capo dell’azienda americana di videogiochi Valve Corporation, afferma che si avvicina rapidamente un futuro in cui i videogiochi useranno i dati ricavati dai segnali cerebrali dei giocatori per regolare l’esperienza di gioco; più avanti, è probabile che i computer possano prendere il controllo della mente umana tramite le interfacce neurali.

 

Le previsioni sull’utilizzo delle interfacce neurali nel futuro

In un’intervista alla rivista 1News, Newell ammette che alcune delle idee possono sembrare incredibili e spiega che alcune delle discussioni relative alle interfacce neurali sono indistinguibili dalla fantascienza ma precisa che, a suo avviso, gli sviluppatori di giochi commetterebbero un errore se non studiassero il probabile impiego di tali interfacce in un futuro a breve termine.

Per agevolare loro il compito, Valve sta attualmente lavorando a un progetto di software BCI open-source, che consentirebbe agli sviluppatori di iniziare a interpretare i segnali provenienti dal cervello delle persone utilizzando supporti hardware come caschi VR modificati. Newell aggiunge che il team sta lavorando a un progetto open source in modo da poter fornire tecnologie di lettura dei segnali cerebrali ad alta risoluzione integrate nelle cuffie, in diverse modalità.

Nello specifico, Valve ha condotto il suo progetto utilizzando le cuffie prodotte da OpenBCI. Lo scorso novembre, quest’ultima azienda ha svelato il modello di cuffie Galea, progettato per funzionare insieme a un sistema di cuffie VR, come ad esempio il sistema Valve Index. Newell aggiunge che gli sviluppatori di software che offrono esperienze interattive utilizzeranno una di queste fasce VR modificate per convertire questa operazione in un lavoro di routine, semplicemente perché vi è un’abbondante quantità di dati utili da analizzare.

Le letture potranno essere utilizzate dagli sviluppatori per migliorare l’immersione e personalizzare lo svolgimento della partita, ad esempio per aumentare leggermente la difficoltà se il sistema percepisce che il giocatore si sta annoiando. Newell afferma inoltre che le interfacce neurali porteranno a esperienze di gioco di gran lunga migliori di quelle che un giocatore potrebbe ottenere attraverso le sue “periferiche di carne”, cioè i suoi occhi e le sue orecchie.

Ph. credits: Foto di OpenBCI via 1News