crostaceo, chele, movimento
(A) Maschio di Dulichiella cfr. appendiculatahanno un grande gnatopode asimmetrico (artiglio). Durante gli scatti di gnatopodi, il dattilo ruota rapidamente dalla posizione aperta fino a quando non si chiude contro il propodo. Questa immagine raffigura un individuo più grande di quelli del set di dati cinematici dello studio. (B) La massa e l'accelerazione lineare vengono confrontate tra organismi veloci, piccoli e ripetibili. Gli scatti di anfipodi (diamanti arancioni) spingono il confine dei movimenti più veloci mai scoperti, nonostante operino in acqua. Credito immagine: Current Biology

Un team di ricercatori è riuscito ad osservare un minuscolo crostaceo mentre compie alcuni dei movimenti più veloci sulla Terra. Si tratta di un “anfipode”, un crostaceo microscopico simile a un gambero, in grado di far schioccare le sue chele migliaia di volte al secondo. Secondo questo nuovo studio, è uno dei movimenti ripetibili più veloci nel regno animale e praticamente sfida le leggi della fisica.

 

Il velocissimo artiglio di questo crostaceo

Il suo nome scientifico è Dulichiella cf. appendiculata e si nutre di alghe, anche morte. Il suo habitat ideale sono le fresche acque costiere. I maschi di questo crostaceo hanno un singolo artiglio asimmetrico che costituisce circa un terzo della loro massa corporea totale.

È un grande gnatopode asimmetrico (artiglio), composto da un propodo simile a un pollice e da un dattilo incernierato simile a un dito. Durante gli scatti di questi gnatopodi, il dattilo ruota rapidamente dalla posizione aperta fino a quando non si chiude contro il propodo. Il tutto avviene ad una velocità elevata, nonostante l’intero artiglio sia largo quanto un capello umano.

 

Come osservare uno dei movimenti più veloci della Terra

Nel nuovo studio, gli scienziati hanno posizionato anfipodi maschi sotto una telecamera ad alta velocità che ha permesso loro di osservare con precisione ogni istante nell’inquadratura.

Le mosse più veloci sono avvenute in meno di 50 microsecondi, ossia 100.000 volte più veloci del battito di palpebra di un occhio umano. Si tratta, secondo i ricercatori, di una velocità particolarmente notevole, dato che il movimento avviene in acqua e la resistenza dell’acqua dovrebbe rallentare gli scatti.

La massa e l’accelerazione lineare di questo crostaceo, sono state confrontate nello studio con quelle di altri organismi che compiono veloci, piccoli e ripetibili. Da queste analisi comparative è emerso che gli scatti di questi anfipodi, spostano in avanti il confine dei movimenti più veloci mai scoperti, nonostante avvengano in acqua. Alcuni movimenti della mandibola di formiche e termiti sono più veloci, ma i loro movimenti sono eseguiti in aria, quindi con una minore resistenza, in acqua non sarebbero così veloci.

 

Un messaggio chiaro di questo crostaceo

I ricercatori hanno inoltre scoperto che lo scatto dello gnatopode di questo crostaceo, produce un suono udibile, simile ad uno schiocco ed provoca anche l’emissione di un getto d’acqua a ogni scatto.

Alcuni getti erano così potenti da riuscire ad innescare il potente fenomeno della cavitazione. Si tratta di un fenomeno che avviene quando rapidi cambiamenti di pressione creano bolle nell’acqua. Nel video che potete osservare a questo link, mostrato a rallentatore, è possibile vedere una bolla oblunga partire dall’artiglio ogni volta che questo si chiude.

I ricercatori ora vogliono ora continuare i loro studi su questo microscopico crostaceo per cercare di comprendere il motivo per cui un animale così piccolo abbia bisogno di compiere movimenti così veloci. Secondo una prima ipotesi, gli anfipodi muovono i loro artigli come comunicazione durante le controversie territoriali o di accoppiamento.

Ph. Credit: © 2021 Elsevier Inc., Current Biology