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Con l’arrivo dei vaccini quello che preoccupa di più sono le nuove varianti del coronavirus. Il motivo riguarda la possibilità la possibilità che tali trattamenti risultino meno efficaci o addirittura inutili andando quindi a interferire con i piani vaccinali. Quello che preoccupa di più al momento è il ceppo inglese, ma anche quello sudafricano e brasiliano non sono da meno. Se ne potrebbe aggiungere un altro alla lista.

Negli Stati Uniti, nello specifico nella California meridionale, è stato identificato una nuova variante che secondo uno studio sta già viaggiando nel mondo. Si chiama CAL.20C e presenta una mutazione sempre alla famosa proteina spike. In realtà è stata sequenziata per la prima volta ad ottobre, ma ha iniziato a diffondersi solo nei mesi successi a livello regionale. Attualmente risulta essere responsabile del 50% dei contagi in quella parte di paese.

 

Coronavirus: la variante californiana

Anche se è passato diverso tempo dalla sua individuazione, si sa ancora poco. All’attivo ci sono diversi studi che stanno cercando di capire se si tratta ci un ceppo più pericoloso a livello di semplice infettività, mortalità o resistenza ai vaccini. Potrebbe anche esserci la buona notizia che in realtà non risulta differente al ceppo più comune in circolazione, ma che semplicemente ha avuto terreno fertile in California.

Secondo un rapporto pubblicato l’11 febbraio sul Journal of the American Medical Association però, il ceppo è già stato esportato. Oltre all’avere raggiunto 11 altri paesi all’interno negli Stati Uniti, è arrivato anche in Australia, Danimarca, Israele, Nuova Zelanda, Singapore e Regno Unito; ovviamente potrebbero essercene altri.