Cianobatteri, spazio, vita su marte
Ph. Credit: Joydeep - Opera propria, CC BY-SA 3.0,

Secondo un nuovo studio potrebbero esserci delle possibilità per la vita su Marte. Sembra infatti che alcuni esperimenti abbiano dimostrato che i cianobatteri, ovvero le alghe blu-verdi, possono crescere con successo nelle condizioni atmosferiche marziane.

Sarà di certo necessario aggiungere qualcosa all’ambiente di Marte, ma di certo è un passo in avanti importante verso i sistemi di supporto vitale basati sui cianobatteri per eventuali futuri habitat umani sul Pianeta Rosso.

 

Come i cianobatteri potrebbero essere il primo passo per la Vita su Marte

L’astrobiologo Cyprien Verseux, dell’Università di Brema in Germania, ritiene che con i loro esperimenti si sia dimostrato che “i cianobatteri possono utilizzare i gas disponibili nell’atmosfera marziana, a bassa pressione totale, come fonte di carbonio e azoto. [Negli esperimenti] in queste condizioni, i cianobatteri hanno mantenuto la loro capacità di crescere in acqua contenente solo polvere simile a quella di Marte e potrebbero ancora essere usati per nutrire altri microbi. Questo potrebbe aiutare a rendere sostenibili le missioni a lungo termine su Marte“.

Sarebbe davvero un successo enorme dato che gli scienziati ritengono che un esplosione nella proliferazione dei cianobatteri, 2,4 miliardi di anni fa, sia stato il motore che ha dato il via alla gran parte della nostra atmosfera respirabile. L’esplosione dei cianobatteri ha pompato ossigeno nell’atmosfera, alterando drasticamente l’intero Pianeta, per nostra fortuna.

E dato che tutte le specie di cianobatteri producono ossigeno come sottoprodotto fotosintetico, da alcuni anni gli scienziati stanno valutando se e come possiamo sfruttare la capacità dei cianobatteri di produrre ossigeno per vivere su Marte, o altrove nello spazio. Inoltre l’atmosfera di Marte è composta principalmente da anidride carbonica (95%) e azoto (3%), entrambi fissati dai cianobatteri, che li convertono rispettivamente in composti organici e sostanze nutritive.

L’unico ostacolo, non di poco conto, è la bassa pressione atmosferica di Marte, pari solo all’1% di quella terrestre. Troppo bassa per la presenza di acqua liquida, e perché i cianobatteri possano crescere direttamente o estrarre abbastanza azoto da essa.

 

Atmos: il bioreattore per testare la possibilità che i cianobatteri proliferino su Marte

Per cercare di riprodurre le condizioni dell’atmosfera marziani Verseux e il suo team hanno sviluppato un bioreattore chiamato Atmos che riproduce una pressione atmosferica intorno al 10% di quella della Terra, ma utilizza solo ciò che può essere trovato su Marte, anche se in proporzioni invertite: 96% di azoto e 4% di anidride carbonica. Nel bioreattore sono stati aggiunti anche l’acqua, ottenibile sciogliendo il ghiaccio presente su Marte, e un simulante di regolite marziana.

Il team ha poi selezionato una specie di cianobatteri che fissano l’azoto che avevano più probabilità di prosperare in queste condizioni. Si tratta dell’Anabaena sp. PCC 7938 che è testato in una varietà di condizioni all’interno di Atmos.

Gli esperimenti sono stati condotti in diverse condizioni, da un terreno di coltura normale alla regolite di Marte simulata, come substrato su cui far crescere i cianobatteri, e da pressioni che andavano da quella atmosferica terrestre, a pressioni più basse. Dagli esperimenti è emerso che Anabaena era in grado di crescere anche sulla regolite marziana.

 

Dai cianobatteri potrebbe iniziare la vita su Marte per il sostentamento dell’essere umano

Successivamente, per valutare se i cianobatteri coltivati in condizioni marziane potessero continuare ad essere utili, i ricercatori lo hanno essiccato e utilizzato come substrato per coltivare colonie di Escherichia coli. Il successo di questo ulteriore esperimento, ha dimostrato che gli zuccheri, gli amminoacidi e altri nutrienti possono essere ottenuti dai cianobatteri per nutrire altre colture, che possono quindi essere utilizzate per altri scopi, come la produzione di farmaci.

Ora che il concetto è stato dimostrato, il team potrò permettersi di eseguire ulteriori studi per ottimizzare un sistema bioreattore che potrebbe, un giorno, mantenerci in vita su Marte.

Ph. Credit: Joydeep – Opera propria, CC BY-SA 3.0