Russia influenza aviaria
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La Russia ha riferito di aver scoperto, per la prima volta, il primo caso di influenza aviaria negli esseri umani. Gli scienziati hanno rilevato il materiale genetico di questo virus in sette impiegati di un allevamento di pollame dove era stato registrato un focolaio. Sono stati attuati protocolli per difendere persone ed animali.

Il virus è riuscito a superare le barriere della specie, ma non è trasmissibile da uomo a uomo. Tutte le persone coinvolte sono risultate asintomatiche e con sintomi lievi. I virus dell’influenza normalmente colpiscono una sola specie e non causano infezioni in altre specie. Tuttavia, si sono riscontrati casi di influenza aviaria anche negli esseri umani. Di tutte le innumerevoli tipologie di influenza aviaria solo quattro hanno infettato gli esseri umani.

 

Influenza aviaria trovata in Russia in esseri umani

La maggior parte dei casi di influenza aviaria nell’uomo si è verificata in famiglie contadine che tenevano piccoli gruppi di volatili da cortile e pochissimi sono stati invece riscontrati nei gruppi ritenuti ad alto rischio, ad esempio addetti del settore commerciale avicolo e veterinari. Non è stata confermata nessuna trasmissione da un essere umano all’altro. In quasi tutti i pazienti si ha infine una degenerazione in polmonite e molti organi presentano disfunzioni. Potrebbero presentarsi ulteriori sintomi rispetto a quelli elencati, mentre non tutti i pazienti accusano i suddetti sintomi.

Si tratta di febbre alta e dolori diffusi in tutto il corpo, ma potrebbero presentarsi anche diarrea, vomito, dolori all’addome e al torace. Sfortunatamente gli attuali vaccini antinfluenzali, utilizzati ogni anno da tantissime persone, non proteggono dall’influenza aviaria e al momento non è disponibile nessun vaccino contro questa forma influenzale. possono essere usati i farmaci antivirali.

Possono essere prescritti per aiutare a prevenire l’infezione da influenza aviaria se assunti prima del contagio oppure per aumentare le possibilità di sopravvivenza se assunti entro 48 ore dalla comparsa dei primi sintomi. In assenza di un vaccino, i farmaci antivirali rappresentano l’unica modalità di intervento medico per la prevenzione e il trattamento.

Gli scienziati temono che il virus dell’influenza aviaria possa mutare in una forma che infetti gli esseri umani e si diffonda, diventando così una malattia estremamente contagiosa e letale. Se ciò dovesse accadere il nuovo virus sarebbe un virus al quale gli esseri umani non sono mai stati esposti prima d’ora. In assenza di difese immunitarie l’infezione potrebbe causare una malattia terribile, come la pandemia da Covid-19.

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