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Orbita e traiettoria dell'asteroide Apophis. Ph. Credit: NASA / JPL Small-Body Database Browser

L’asteroide Apophis, passerà molto vicino alla Terra questa notte, esattamente alle ore 02:15 di venerdì 05 marzo 2021. L’asteroide prende il nome dalla divinità egizia del caos, perché si ritiene che nel 2068 potrebbe essere colui che porterà il caos sul nostro pianeta con un passaggio pericolosamente ravvicinato, a rischio di impatto.

Il suo nome completo è 99942 Apophis, ed ha un diametro di oltre 300 metri. Una dimensione che lo include tra gli asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra. E questa notte passerà a distanza ravvicinata al nostro pianeta. Dopo di che questo Near-Earth Object (NEO) di roccia e metallo, continuerà la sua orbita intorno al sole.

 

Per gli scienziati è un occasione da non perdere per studiare l’asteroide Apophis da vicino

Per i ricercatori questa sarà un occasione da non perdere per poter monitorare l’asteroide Apophis, studiando alcune sue caratteristiche come diametro, velocità e altri fattori. Queste analisi potranno essere utili per poter determinare con maggiore precisione la sua orbita ed i suoi movimenti futuri, in modo da prevedere se davvero vi sia un rischio di impatto con la Terra.

Per farlo useranno il radar planetario, anche se privo del radiotelescopio dell’Osservatorio di Arecibo di Porto Rico. Il radar agirà come una sorta di sonogramma in grado di rilevare la forma dell’asteroide, l’orbita e se ci sono o meno massi sulla sua superficie.

L’asteroide Apophis effettuerà un altro passaggio ravvicinato alla Terra nell’aprile 2029, trovandosi ad una distanza che è circa il 90% più vicina alla Terra rispetto alla Luna. In questa occasione vi sarà una probabilità di collisione prossima al 3% . Ma ulteriori dati raccolti nel corso degli anni hanno dimostrato che non colpirà la Terra né nel 2029 né durante la sua visita di ritorno nel 2036. Ma stanotte avremo l’occasione di osservarlo meglio da vicino e gli esperti potranno così avere una previsione più chiara degli eventi futuri.

Ph. Credit: NASA / JPL-Caltech – JPL Small-Body Database Browser