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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

La pandemia di coronavirus ha ormai da oltre un anni stretto il mondo in una morsa, creando uno scenario in cui il panico e l’incertezza del futuro sono ormai è contagiosi tanto quanto il virus stesso. In un clima del genere non è difficile che circolino voci su catastrofiche profezie e su ipotetiche previsioni di questo scenario quasi apocalittico.

 

Le profezie sul coronavirus si moltiplicano

E le voci messe in giro da pochi, non faticano certo a divenire virali. E più se ne cercano, più se ne trovano, complice anche il bisogno di molti di trovare un colpevole per quanto ci accade. Abbiamo forse bisogno di credere che tutto questo sia solo il frutto di qualche diabolico scherzo del destino, che sia stato tutto frutto di un disegno più grande e malevolo. Non è facile in questi casi accettare la realtà.

Ecco dunque che la fantasia prende il sopravvento e si moltiplicano storie di previsioni inquietanti che fanno il giro del web e non solo. Ecco dunque alcune delle più quotate profezie sul coronavirus.

 

Dai romanzi alla TV: tutti sapevano sarebbe successo?

Il primo in elenco è il caso del romanzo “The Eyes of Darkness” (“Gli Occhi dell’Oscurità”) pubblicato nel 1981 da Dean Koontz, un prolifico. Il caso è stato montato da un utente di Twitter circa un mesetto dopo la comparsa dei primi casi di Coronavirus e delle sue prime vittime in Cina. Il post conteneva l’immagine di brano del romanzo in cui si legge di un giovane morto a causa di un virus chiamato WUHAN-400, un’arma batteriologica messa a punto nei laboratori di Wuhan, in Cina.

Questo ha fatto pensare a molti che fosse la prova schiacciante del fatto che “qualcuno” sapeva cosa sarebbe accaduto nei laboratori di Wuhan. Peccato che il virus, nella stesura originale del libro del 198, si chiamava GORKI-400 e che l’intera azione era ambientata in Russia, storica rivale dell’America. Ma nel 1989. con uno scenario politico globale completamente diverso, gli editori avevano preferito sostituire la Russia con la Cina, e quindi con i laboratori di Wuhan, che esistono già dal 1956.

Rimanendo in tema di finzioni, passiamo da quelle letterarie a quelle televisive. Sembra infatti che anche i Simpson avevano previsto il virus cinese nella puntata del 1993 “Marge in Chains” (Marge in catene), dove un misterioso virus proveniente dall’Asia si propaga a Spriengfield e poi in tutti gli USA. Ma va anche detto che le similitudini con la realtà sono all’ordine del giorno nella serie a cartoni di Matt Groening, che ritrae alla perfezione, e a volte quasi brutalmente, la nostra società umana.

 

Profeti e sensitivi: il coronavirus è stato predetto

Ma ora arriva il momento di profeti e sensitivi. Sembra infatti che Sylvia Browne (nome d’arte di Sylvia Celeste Shoemaker), una sensitiva proveniente da una famiglia di medium, avesse oredetto con molta cura la pandemia di coronavirus.

Nel 2012, un anno prima della sua morte, scrisse il libro “End of Days” (Profezie – Che cosa ci riserva il futuro), in collaborazione con Lindsay Harrison. Nel libro viene citata un’epidemia che avrebbe fatto si che entro il 2020 andassimo in giro con mascherine e guanti per via di un’epidemia di polmonite.

Sylvia Browne descrive infatti uno scenario molto simile a quello che stiamo vivendo con mascherine chirurgiche, guanti di gomma e una patologia che attacca i canali bronchiali e sembra refrattaria a ogni tipo di cura.

La buona notizia è che secondo la sensitiva “dopo aver provocato un inverno di panico assoluto, quasi in maniera più sconcertante della malattia stessa, improvvisamente svanirà con la stessa velocità con cui è arrivata, tornerà all’attacco nuovamente dopo dieci anni, e poi scomparirà completamente”. Questo incubo dunque dovrebbe essere vicino alla sua fine improvvisa, almeno per i prossimi 10 anni.

 

Ovviamente non poteva mancare Nostradamus a dire la sua sul coronavirus

Anche il profeta Nostradamus predisse per il futuro una “grande peste” che avrebbe gettato il mondo in una grande crisi sanitaria, sociale ed economica. In molti suggeriscono infatti che Nostradamus, avesse previsto la pandemia di Sars-CoV-2 e che molte altre ce ne saranno nei tempi a venire.

Sembra che una terzina di Nostradamus reciti: “La grande piaga della città marittima non cesserà fino alla morte del giusto sangue“. Molti vedono in questa frase la profezia dell’astrologo francese per il coronavirus. Anche se l’ipotesi sembra un po’ troppo stiracchiata.

La pandemia di Covid-19 non ha infatti nulla a che vedere con una città marittima. La provincia di Hubei, dove tutto ha avuto inizio, non ha infatti sbocchi sul mare ed è quindi improbabile che Wuhan sia la “città” di cui parla Nostradamus. Anche se i sostenitori più incalliti di questa teoria ritengono che possa andar bene lo stesso, in quanto il contagio sarebbe partito da un mercato di prodotti ittici.

Come se non bastasse, sembra che il caro Michel de Nostredame abbia avuto da dire la sua anche sulle assurde teorie complottiste riguardo i vaccini e i microchip, fantascienza dal 1500. In una frase dell’astrologo, che recita: “I nuovi prodotti guideranno l’esercito. Il duca privato degli occhi è a Milano in una gabbia di ferro”, è stata infatti interpretata da alcuni come previsione su un chip che verrà impiantato nella mente dei soldati.

Sempre se ciò non è abbastanza per la vostra voglia di certezza di un futuro nero, sappiate che, sempre secondo Nostradamus, potrebbe arrivare una sciagura ancora più grande: “Dopo una grande angoscia per l’umanità, se ne prepara una ancora più grande”, queste le sue parole.

Non c’è che dire, sembra che tutti sapessero dell’arrivo di questa tragedia, a posteriori. Di certo rimane il fatto che in situazioni drammatiche ed assurde come quella che stiamo vivendo, è difficile non lasciare che la nostra mente vaghi tra cose ancora più assurde.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay