Agenzia delle Entrate intelligenza artificiale
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

L’Intelligenza Artificiale viene utilizzata ancora una volta nella vita comune. Questa volta è l’Agenzia delle Entrate a volerne fare uso. Infatti ha chiesto all’UE dei fondi per finanziarne l’utilizzo e scovare gli evasori fiscali. Il progetto punta a prevenire, in tempi sempre più brevi, fenomeni evasivi ed elusivi mediante la realizzazione di strutture societarie e schemi transazionali, le frodi Iva, anche intracomunitarie, l’utilizzo indebito di crediti d’imposta e di altre agevolazioni con la massima attenzione alla protezione dei dati.

Mettendoli nel mirino l’IA contrasterà il lavoro irregolare, le attività illegali, le frodi relative all’Iva, gli affitti in nero. Attraverso un algoritmo e in base ai dati forniti verranno lanciati degli allarmi visivi per segnalare i casi d’interesse. Circa 3 miliardi di dati e informazioni raccolti ogni anno dall’Agenzia delle Entrate mostreranno al sistema le azioni dei contribuenti a maggior rischio di evasione o elusione fiscale.

 

Intelligenza Artificiale, usata dall’Agenzia delle Entrate per scovare gli evasori

Grazie a questo progetto verranno introdotti tre strumenti:la network analysis, il machine learning e il data visualization. La prima evidenzierà le relazioni nascoste o illegali tra società che vogliono evadere o eludere le tasse. Il machine learning permetterà agli algoritmi dell’Agenzia di imparare da quanto già svolto, migliorandone l’efficienza. Infine la data visualization fornirà rappresentazioni grafiche delle analisi svolte aiutando il lavoro dei funzionari dell’Agenzia.

L’obiettivo di questo investimento è di rendere più capillare e precisa la capacità di controllo e verifica dei dati acquisiti dall’Agenzia delle Entrate. Questi includono 42 milioni di dichiarazioni dei redditi, 750 milioni di informazioni su bilanci, contributi, utenze e assicurazioni, 400 milioni di rapporti finanziari attivi, 197 milioni di modelli F24 sui contributi, circa 2 miliardi di fatture elettroniche e 150 milioni di dati sugli immobili.

Negli ultimi anni, in tutto il mondo esistono svariati strumenti innovativi e sempre più sofisticati dedicati all’analisi del rischio per la tax compliance. Nell’ottica d’una digitalizzazione sempre più strategica e diffusa, con l’attuale progetto l’Agenzia si pone l’obiettivo di innovare, diffondere ed integrare ulteriormente all’interno dei processi e delle attività legate al contrasto dell’evasione fiscale quanto già realizzato in questi anni.

 

Una digitalizzazione sempre più diffusa

Nell’ambito dell’analisi avanzata dei dati, in termini di metodologie, di processi e di tecnologie. Attività non tradotte automaticamente nell’emanazione di atti impositivi, ma che devono essere inserite in un processo più ampio che deve fondarsi nel rispetto del principio del contraddittorio e della collaborazione e buona fede tra amministrazione fiscale e contribuente, come fissati nello Statuto dei diritti del contribuente.

L’Agenzia possiede un vasto patrimonio informativo che potrà essere valorizzato attraverso il progetto supportato dalla UE sempre con la massima attenzione alla protezione dei dati e al rispetto del doveroso contraddittorio con il contribuente e al principio di collaborazione e buona fede.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay