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Questa pandemia da coronavirus ha accentuato un problema già noto a livello globale, ma che comunque si sta facendo sentire in molti paesi europei, soprattutto l’Italia, e non Si sta parlando del calo delle nascite che con l’aumento dei morti fanno un combinazione particolarmente grave sotto il punto di vista demografico.

L’Italia ha registrato un numero di nascite di appena 400.000 nello scorso anno a fronte di 700.000 morti; quest’ultimo e il secondo dato più alto dall’Unità se non si contano le guerre. In Giappone sta succedendo lo stesso con le nascite che hanno raggiunto il record più basso della storia moderna. Anche a Taiwan stesso record.

In Francia hanno raggiunto il numero più basso da dopo la seconda guerra mondiale, 735.000. In Spagna c’è stato un calo del 22,6% nei mesi tra dicembre e gennaio. Un po’ meglio la Germania che al netto di tutto ha registrato solo un calo di 20.000 nascite, ma con un totale di 755.000.

 

Coronavirus e la pandemia: la precarietà economica

Questo è un problema sul lungo periodo per tutti i paesi, soprattutto quelli europei che hanno costruito parte del loro successo su un sistema di welfare particolarmente radicato con la società attuale. La diminuzione della natalità attuale è un problema di adesso, ma che potrebbe peggiorare ulteriormente il futuro di ogni paese, il nostro su tutti visto l’attuale trend.

Il discorso è semplice. Le pensioni attuali sono sostanzialmente pagate dalle tasse dei lavoratori. Nel momento in cui i pensionati saranno più dei lavoratori questo sistemi si bloccherà del tutto, visto che già comunque ha problemi. In sostanza, a un certo punto tra qualche anno il sistema di welfare a cui siamo abituati dovrà essere rivoluzionato per cause attuali. Delle soluzioni più immediate in realtà ci sono, oltre che a dover portare avanti delle riforme profonde, ma purtroppo sono soluzioni che non piacciono a molti e solo per ragioni ideologiche.