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Apophis si avvicina pericolosamente ai nostri satelliti. Ph. Credit: NASA

Il Center for Near-Earth Object Studies (CNEOS) della NASA ha affermato, lo scorso venerdì, che il temuto asteroide Apophis non ci colpirà, almeno per i prossimi 100 anni. L’asteroide denominato 99942 Apophis è stato considerato uno degli asteroidi più pericolosi, considerato infatti a rischio di impatto con la Terra sin dalla sua scoperta nel 2004. Ma recentemente gli astronomi hanno studiato più nel dettaglio la sua orbita, grazie anche al suo ultimo passaggio ravvicinato del 5 marzo, e sembra che Apophis non incrocerà il nostro destino, almeno per il momento.

 

Nuovi dettagli sull’orbita di Apophis ci fanno ben sperare

Durante l’ultimo passaggio ravvicinato, gli astronomi hanno utilizzato le osservazioni radar per ottenere maggiori dettagli dell’orbita dell’asteroide attorno al Sole. Secondo queste ultime analisi si può escludere qualsiasi rischio che l’asteroide colpisca la Terra nel 2068. Un impatto nel 2029 o nel 2036, quando Apophis si troverà di nuovo dalle nostre parti, erano già state escluse in precedenza.

Davide Farnocchia, ingegnere e ricercatore presso il CNEOS della NASA, ha dichiarato che “un impatto nel 2068 non è più nel regno delle possibilità, e i nostri calcoli non mostrano alcun rischio di impatto per almeno i prossimi 100 anni. Con il supporto di recenti osservazioni ottiche e ulteriori osservazioni radar, l’incertezza nell’orbita di Apophis è crollata da centinaia di chilometri a solo una manciata di chilometri riguardo a quanto previsto per il 2029. Questa conoscenza notevolmente migliorata della sua posizione nel 2029 fornisce maggiore certezza del suo movimento futuro, quindi ora possiamo rimuovere Apophis dall’elenco dei rischi”.

Il Centro CNEOS ha infatti un elenco degli asteroidi che rappresentano una minaccia per la Terra, ottenuto monitorando gli asteroidi con orbite che li avvicinano al nostro Pianeta quel tanto che basta per suscitare la preoccupazione per un potenziale impatto. I ricercatori del centro, gestito dal Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA, utilizzano radar e telescopi per studiare gli oggetti vicini alla Terra e comprendere i pericoli che possono rappresentare per il Pianeta.

 

La continua osservazione delle minacce per la Terra

Per osservare Apophis, gli astronomi hanno utilizzato l’antenna radio Goldstone della Deep Space Network vicino a Barstow, in California, uno dei tre sistemi in tutto il mondo che consentono le comunicazioni con veicoli spaziali attraverso lo spazio profondo. Gli scienziati hanno anche fatto affidamento sulla collaborazione con il Green Bank Telescope in West Virginia.

Marina Brozovic, ricercatrice del JPL ha dichiarato che in questa ultima osservazione si è si è riusciti ad “acquisire informazioni incredibilmente precise sulla sua distanza con una precisione di circa 150 metri. Questa campagna non solo ci ha aiutato a escludere qualsiasi rischio di impatto, ma ci ha anche preparato per una meravigliosa opportunità scientifica”.

I dati di questa osservazione aiuteranno gli scienziati a saperne di più sulla forma e sulla velocità di rotazione dell’asteroide. Attualmente si ritiene che Apophis abbia la forma di una nocciolina. Ma anche se non rappresenta un pericolo, almeno per il prossimo secolo, entrerò comunque nel campo gravitazionale terrestre durante il suo prossimo passaggio ravvicinato del 13 aprile 2029 e passerà entro 32186,88 km dalla superficie terrestre.

Sarà più vicino a noi dei nostri satelliti, tanto che sarà visibile nell’emisfero orientale ad occhio nudo, senza bisogno di telescopi o binocoli. E gli astronomi avranno la possibilità di studiare l’asteroide da vicino.

Ph. Credit: NASA / JPL / CNEOS