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Il rover Curiosity della NASA ha utilizzato due fotocamere per creare questo selfie di fronte al Mont Mercou, uno sperone roccioso alto 6 metri, sulla superficie di Marte. Il panorama è composto da 60 immagini dalla telecamera MAHLI sul braccio robotico del rover insieme a 11 immagini dalla Mastcam sull'albero, o "testa", del rover. Credito: NASA / JPL-Caltech / MSSS

Quasi esattamente un mese fa, il rover Curiosity Mars della NASA ha iniziato le sue operazioni per lo studio di quella che gli scienziati hanno soprannominato “Mont Mercou”, un’imponente formazione rocciosa alta circa 6 metri, che deve il suo soprannome ad una montagna francese.

 

Dal lavoro di Curiosity potremmo ricostruire parte della storia marziana

Curiosity si è avvicinata a questo luogo molto importante per la comprensione del passato di Marte e ne ha scattato alcuni panorami 3D ed un nuovo, immancabile, selfie che mostra l’affioramento in tutta la sua maestosità.

Il selfie immortala Curiosity di fronte al Mont Mercou assieme all’ultima opera del rover della NASA, il nuovo foro di perforazione vicino a un campione di roccia soprannominato “Nontron”. Si tratta del 30 ° campione raccolto e studiato dal rover dall’inizio della missione fino ad oggi.

Curiosity ha frantumato la roccia e polverizzato il campione per poi farlo scivolare attraverso la sua strumentazione, analizzandolo e inviando i risultati al centro di controllo sulla Terra. Queste analisi potrebbero fornire agli scienziati importantissime informazioni sulla composizione della roccia e quindi sulla superficie di Marte.

Da queste ricerche potrebbero dunque derivare nuove conoscenze sul passato del Pianeta Rosso. La zona che Curiosity sta analizzando si trova infatti nel punto di transizione tra “l’unità portante di argilla” e “l’unità portante di solfato” che si trova più avanti sul Monte Sharp, la montagna alta 5 km che il rover studia dal 2014. Gli scienziati sono da molto tempo convinti che questa zona di transizione potrebbe rivelare cosa successe su Marte quando divenne il pianeta deserto che vediamo oggi.

 

Dalla Francia a Marte: il collegamento della nontronite

Per facilitare il lavoro, l’invio di comandi e l’analisi dei dati, le missioni di superficie assegnano sempre soprannomi ai punti di riferimento in modo che i membri del team della missione possano facilmente fare riferimento a rocce, terreni e altre caratteristiche geologiche di interesse.

I soprannomi dei luoghi che Curiosity sta attualmente esplorando, derivano tutti dai nomi nei dintorni del villaggio di Nontron, nel sud-est della Francia, dove si trova anche il Mont Mercou. Questo perché in questa parte del Pianeta Rosso, le sonde orbitanti attorno a Marte, hanno rilevato della nontronite, un minerale argilloso che sulla Terra è stato trovato proprio vicino a Nontron.

 

Il selfie e i panorami 3D di Curiosity sono fondamentali per i ricercatori della missione a terra

L’immagine che Curiosity ci mostra non è un semplice selfie. Si tratta infatti di un photomerge di 60 singoli scatti immortalati dal Mars Hand Lens Imager (MAHLI) sul braccio robotico del rover lo scorso 26 marzo, nel 3.070° sol. Queste immagini sono state combinate con altre 11 immagini scattate 10 giorni prima dalla Mastcam sull’albero, o “testa”, del rover.

Grazie alla Mastcam del rover possiamo ammirare anche un paio di splendidi panorami scattati il 4 marzo. Queste spettacolari foto riprendono un panorama da 40 metri di distanza da un lato dell’affioramento, fino alla stessa distanza dal lato opposto. Il rover ha creato con le sue immagini un effetto stereoscopico simile a quelli dei mirini 3D. Lo studio dell’affioramento da più di un angolazione è di grande aiuto ai ricercatori per farsi un’idea migliore della geometria 3D degli strati sedimentari del Monte Mercou.

Ph. Credit: NASA / JPL-Caltech / MSSS